Andrew Haigh – 45 anni

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La piccola crepa che mina la solidità di un amore

recensione di Francesco Pettinari

 

Andrew Haigh
45 ANNI
con Charlotte Rampling, Tom Courtenay, Geraldine James
Gran Bretagna 2015

45 anni - LocandinaChe cosa può scalfire la solidità di una coppia che si appresta a organizzare la festa per il quarantacinquesimo anniversario di matrimonio? Certo, il tempo (quasi mezzo secolo) è tanto, e di per sé è una convalida oggettiva: ma quella che appare, e che deve apparire anche agli altri, come un’unione felice, è davvero tale? Si regge su un fondamento di assoluta trasparenza e verità? Evidentemente no. Una piccola crepa può minare, potenzialmente, tutto l’edificio.
Distribuito da Teodora Film arriva nelle nostre sale 45 anni di Andrew Haigh, classe 1973, promessa del nuovo cinema britannico alla sua seconda prova nel lungometraggio, dopo l’acclamato Weekend del 2011, dove raccontava l’incontro tra due uomini e la possibilità di vivere un rapporto di coppia messo a dura prova sin dall’inizio, dal fatto che, trascorso il fine settimana a cui fa riferimento il titolo, uno dei due sarebbe dovuto partire per gli Stati Uniti. 45 anni ha avuto il suo battesimo nel concorso ufficiale dell’ultima edizione della Berlinale, e ne è uscito vincitore con due premi importanti: Orso d’argento a entrambi gli attori, Charlotte Rampling e Tom Courtenay, per le migliori interpretazioni. A distanza di mesi, dopo il grande successo di critica e di pubblico in Gran Bretagna, il film ha ricevuto ben sei nomination per i prossimi Bifa – i premi del cinema indipendente inglese – e in molti auspicano che la coppia di interpreti possa arrivare fino agli Oscar. Da segnalare che il regista è anche autore della sceneggiatura, sviluppata da un racconto di David Costantine, In Another Country.

Siamo nella campagna inglese, non troppo lontano da una città. I coniugi Mercer, Kate e Geoff, si sono ritirati in un bel cottage dove vivere gli anni della loro terza età: Kate è un po’ più giovane, ancora molto dinamica, è lei che si alza per prima anche per portare fuori il loro amato cane (che evidentemente compensa l’assenza di figli), è lei che guida l’automobile; Geoff è già in quella fase più soporifera, dove la memoria e la salute fisica non sono più quelli di una volta: non hanno potuto festeggiare il quarantesimo anniversario proprio a causa dei suoi problemi al cuore. Il fatto che incrina la tranquillità delle loro abitudini quotidiane arriva subito, all’inizio del film, non è anticipato da nulla: è una lettera per Jeff, scritta in tedesco, dove gli viene annunciato che è stato ritrovato in un ghiacciaio della Alpi svizzere il corpo intatto di Katja – nome alquanto affine a quello di Kate. Katja era la ragazza che Geoff ha amato prima di conoscere Kate, la ragazza con cui aveva iniziato un progetto di vita insieme che sarebbe continuato (che quindi non avrebbe dato modo a Kate di essere presente nella sua vita) se lei non fosse precipitata in una fessura, in un’apertura, in un crepaccio della roccia durante un’escursione in alta montagna. Geoff rimane scioccato dalla notizia che lo riporta al 1962, a quando aveva venticinque anni – e non è superfluo precisare che anche Tom Courtenay nel 1962 aveva la stessa età del suo personaggio. Per Kate invece comincia un confronto con un passato che credeva davvero sepolto sotto un ghiacciaio, e nasce in lei una gelosia proustianamente retrospettiva.

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Charlotte Rampling in una scena del film

La loro vita di coppia procede come sempre, per di più con l’incombenza dei preparativi per la festa, e il racconto filmico fonda il suo valore proprio per come viene gestito il tempo: da un lato, la durata della trama è scandita dalla successione di sei giornate, quelle che portano alla festa; dall’altro lato, il passato che viene ad acquisire un peso enorme, non viene mai mostrato con l’elemento della grammatica cinematografica preposto a tale scopo, non c’è nessun flashback: tutto si concentra sul presente, e su come il passato si manifesta nel presente.
Geoff vive un forte turbamento, cerca di scavalcare il tempo e di ritrovare, soprattutto con le parole, squarci di quel passato, un passato che nella loro casa sembra avere un luogo d’elezione: il solaio. Ecco allora che la verticalità della montagna si ripropone anche per Kate, anche lei dovrà affrontare un’escursione: un giorno che Jeff è andato a pranzo, malvolentieri, con gli ex colleghi di lavoro, lei sale le scale che la portano nel luogo dove risiede il passato e dove trova, quasi come se fosse predisposto, un proiettore e un lenzuolo e, in uno dei momenti più intensi del film, Kate conosce Katja. Sulla parte destra dello schermo si vedono le immagini delle diapositive con Katja sempre più in primo piano, sulla parte sinistra il viso basito, la maschera impenetrabile di Kate, anche davanti alla scoperta che Katja era evidentemente in attesa di un figlio.

Il venerdì, il giorno prima della festa, dopo aver scoperto che Geoff si è recato in un’agenzia a chiedere informazioni per un viaggio in Svizzera, dove potrebbe rivedere il corpo di Katja (anche se è consapevole e rassegnato al fatto che la salute non glielo può permettere), Kate lo affronta, ma tutto si risolve alla loro maniera, all’insegna di una sobrietà tipicamente english style, di un tono trattenuto, e di un’emotività che non va mai sopra le righe. Anche la regia di Haigh asseconda i protagonisti e li accompagna con tono misurato per tutta la durata del film. I due andranno a letto e, secondo l’auspicio di Kate, il giorno dopo proveranno a ricominciare.
L’ultimo atto del film, la giornata del sabato, sembra davvero dare corso a un nuovo inizio: Geoff si alza per primo, porta il tè a letto a Kate; lei trascorre il pomeriggio al pianoforte a suonare Bach; trova il regalo di Geoff, un gioiello – anche questo molto sobrio – che indossa per la serata. E finalmente siamo alla festa: anche qui tutto va come da copione: l’amica che vive perché tutto sia conforme alle aspettative non sarà delusa: Geoff farà il suo discorso e, imprevedibilmente, si commuoverà. Da ultimo, la magistrale scena finale: la coppia dei festeggiati balla sulle note di Smoke gets in your eyes dei Platters: Geoff è pienamente rientrato nel suo ruolo, ci crede, si mostra animato da una gran passione; ma per Kate è diverso: basterà un gesto minimo, ma deciso, staccare la sua mano da quella di lui: ormai la crepa c’è, un segno forte si è impresso lungo tutta la superficie della loro vita insieme che, molto verosimilmente, non potrà più essere come è stata fino a una settimana prima.

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