Alok Jha – Il libro dell’acqua

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Un solvente che ci parla di tutto

recensione di Davide Lovisolo

dal numero di luglio-agosto 2016

Alok Jha
IL LIBRO DELL’ACQUA
La storia straordinaria della più ordinaria delle sostanze
ed orig. 2015, trad. dall’inglese di Luigi Civalleri
pp. 372, € 24,
Bollati Boringhieri, Torino 2016

Alok Jha - Il libro dell'acqua cop.inddL’acqua è davvero la più familiare delle sostanze per tutti gli umani (e non solo), e tutti credono di conoscerla: cosa c’è di più semplice che bere un bicchier d’acqua? In realtà alla molecola che sta alla base dell’esistenza di tutte le forme di vita presenti su questo pianeta la maggioranza di noi non presta molta attenzione, e non ha forse mai riflettuto molto sulle sue particolari proprietà e su quanto ogni aspetto della nostra esistenza ne sia condizionato. Alok Jha, fisico di formazione e affermato giornalista scientifico, già collaboratore di “The Guardian”, ci apre le porte del mondo dell’acqua e ci accompagna in un racconto piacevole ed avvincente. Parlare di acqua vuol dire poter parlare di quasi tutto, ed è quello che l’autore fa: il libro è strutturato sull’alternarsi di capitoli che raccontano la sua esperienza di partecipante a una missione scientifica in Antartide (l’ambiente più estremo, per molti aspetti, del nostro pianeta, dove l’acqua nelle sue varie forme domina su tutto) e capitoli che trattano la natura della molecola di acqua, i diversi stati in cui si può presentare, il suo rapporto con la vita, sul pianeta terra e non solo. Il libro è molto piacevole, ricco di documentazione ma di scorrevole lettura, ed è davvero un ottimo esempio di giornalismo scientifico di alto livello.

Le avventure fra i ghiacci

I capitoli dedicati all’avventura fra i ghiacci antartici sono un classico resoconto di viaggio, con belle e coinvolgenti descrizioni delle difficoltà di adattamento ad un mondo selvaggio ed ostile, a cui le varie specie rispondono con strategie differenti, dagli organismi unicellulari (che riescono a sopravvivere nell’acqua liquida dei laghi presenti sotto il ghiaccio perenne, grazie a particolari condizioni di temperatura e pressione) agli umani che vi si avventurano circondati da sofisticate tecnologie e che, nonostante queste, ogni tanto vi restano intrappolati.

caldo-al-polo-nord-3bmeteo-69254Il mondo di ghiaccio è l’occasione per parlare dell’oceano che lo circonda, con le sue dinamiche complesse, e del ruolo che l’idrosfera – il mondo dell’acqua – esercita sul controllo del clima del pianeta. Qui e in altri passi del libro è forte il richiamo alle conseguenze che i cambiamenti climatici possono avere, all’accresciuta velocità con cui variazioni della temperatura dell’acqua, della sua salinità, delle correnti, non nuove nella storia della terra, stanno mettendo in crisi il nostro ecosistema e la vita di intere popolazioni. L’impronta idrica globale dell’umanità, cioè la quantità di acqua necessaria ai consumi della nostra specie, è, secondo calcoli recenti, tre volte e mezzo il contenuto di acqua dolce di tutte le falde del mondo. Abbiamo per lungo tempo pensato all’acqua come a un bene inesauribile: non sarà così per sempre, ci ricorda l’autore.

L’acqua è fondamentale per la vita, e le due parole sono quasi sinonimi: a questo aspetto Jha dedica alcune delle pagine più interessanti e utili del libro, descrivendo le particolarissime proprietà di questa molecola, apparentemente così semplice: un atomo di ossigeno legato a due di idrogeno. In realtà, questa semplicità nasconde alcune preziosissime doti, come quella di poter formare un particolare tipo di legame, detto “legame idrogeno” con le molecole di acqua circostanti e con molte altre molecole organiche e di importanza biologica, dai sali agli acidi nucleici alle proteine: si tratta di legami non troppo forti (altrimenti le strutture sarebbero troppo rigide) né troppo deboli (se no formerebbero complessi instabili, incompatibili con i processi del vivente). Questa proprietà fa dell’acqua un solvente unico ed eccezionale, che tra l’altro presenta un punto di ebollizione e uno di congelamento abbastanza lontani fra loro, che hanno probabilmente consentito lo sviluppo delle prime forme di vita nell’ambiente terrestre di qualche miliardo di anni fa.

E siccome il racconto si sviluppa attorno ad un viaggio in Antartide, accanto all’idrosfera si parla di criosfera, il mondo di ghiaccio: anche questo stato dell’acqua presenta peculiari proprietà che spiegano ad esempio come ci possano essere laghi (e quindi ambienti in cui la vita si può sviluppare) sotto i ghiacci eterni antartici. Proprio lo studio delle profondità del cuore freddo del continente australe sta fornendo importanti informazioni sull’evoluzione del clima su grandi scale temporali.

L’acqua non è una prerogativa del nostro pianeta: è presente da sempre nell’universo, anzi è la seconda molecola per abbondanza. La storia della ricerca della vita fuori dalla terra è quindi la storia della ricerca dell’acqua. A questa storia l’autore dedica ben quattro capitoli (La Luna, Marte, I satelliti del sistema solare, Oltre il sistema solare), più uno in cui si presenta il dibattito su quali altri solventi presenti nel cosmo potrebbero essere alternative all’acqua come base per lo sviluppo di forme di vita. A giudizio del recensore, si tratta per buona parte di speculazioni accademiche. Nel 1963, Isaac Asimov, che oltre ad essere un grandissimo scrittore di fantascienza era un bravo biochimico, aveva già brillantemente affrontato il problema (View from a Height, Doubleday, 1963), concludendo che se c’è vita basata su altri solventi, deve essere assolutamente incompatibile con la nostra e quindi non avremo da litigare per dividerci lo spazio.

davide.lovisolo@unito.it

D. Lovisolo ha insegnato fisiologia e biofisica all’Università di Torino

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