Elliot Edizioni, i nostri primi dieci anni

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Chi non fa non sbaglia

In questa rubrica del sito, L’Indice intende dar voce a nuove realtà editoriali che si sono imposte sul mercato con una linea riconoscibile e di alta qualità, offrendo loro l’occasione di presentare  il lavoro e le scelte editoriali che li contraddistinguono. Oggi è la volta di Elliot Edizioni.

di Loretta Santini

La Elliot è nata a Roma nel 2007. Volevamo riunire persone con esperienza in altre case editrici per metterci alla prova, in maniera autonoma, in un nuovo progetto. La sfida era quella di ogni marchio che nasce ovvero la ricerca di nuovi talenti italiani e stranieri; a questo abbiamo aggiunto una forte attenzione al recupero di grandi voci dimenticate e una importante produzione di saggistica (politica, storia, antropologia, studi sociali).

Abbiamo sette collane per circa 70 novità all’anno, in cui rientrano la narrativa contemporanea (Scatti), i classici ritrovati (Raggi), la narrativa italiana del passato (Novecento), la saggistica (Antidoti), la poesia (Poesia), i testi brevi (Lampi), saggistica d’autore (Maestri) e una collana di economica (Manubri). Per quasi tutti i nostri libri abbiamo anche il formato eBook. In Elliot – che fa parte del gruppo LIT – attualmente lavorano otto persone con vari ruoli (Giulia Caminito, junior editor; Anna Voltaggio, ufficio stampa; Marzia Grillo e Gaia Rispoli, redazione; Chiara Mammì, grafica; Miriam Capaldo, ufficio diritti; Chiara De Silvestri, produzione; Francesca Recchia, segreteria editoriale). Tra i collaboratori ci sono due curatori di collana: Antonio Debenedetti per Maestri e Giorgio Manacorda per Poesia; poi amici, simpatizzanti, traduttori che ci forniscono idee, suggerimenti, strade da percorrere.

Nel 2017 festeggiamo i primi dieci anni di vita. E’ una cifra che impone dei bilanci, aldilà degli entusiasmi e della retorica. Comunque è un successo esserci ancora, dopo aver attraversato uno dei periodi più duri per l’editoria e per l’economia in generale.

ElliotNel periodo iniziale il successo commerciale non era il fine ultimo, i libri andavano scelti solo per una indiscutibile qualità letteraria o per l’originalità di una voce, di un’idea e presentati ai lettori in una veste grafica e redazionale curata. Questa “purezza” a cui tenevamo molto è uno dei pericoli intrinseci all’attività editoriale: dimenticare che un editore è pur sempre un’attività commerciale, che ha dei costi e dei conti da far quadrare. Ma questo lo avremmo imparato solo con il tempo. Il primo anno fummo battezzati, in modo assolutamente inatteso, dal primo grande successo di vendite con Il metodo antistronzi. Entrare in classifica da perfetti sconosciuti quali eravamo fu esaltante e pericoloso, ma anche questo lo avremmo capito in seguito. Sono seguiti altri successi e inevitabili delusioni, errori, indimenticabili esperienze professionali e umane con autori come Manlio Cancogni, Paul Torday, Christopher Moore, Sebastian Fitzek, Jojo Moyes, Marcos Giralt Torrente, per citarne alcuni; scoperte esaltanti di autori tra cui Donatella Di Pietrantonio, Marilù Oliva, Gesuino Némus, Karen Russell, Donald Ray Pollock; riscoperte come e Edna O’Brien, Jojo Moyes, Monica Dickens, Elisabeth Gaskell e tanti altri. Autori che arrivano e autori che vanno verso case editrici più grandi, nuovi collaboratori, amici, traduttori e autori che suggeriscono, indirizzano, collaborano al flusso vitale della casa editrice.

In Elliot sentiamo molto la necessità di essere legati al mondo esterno, alle problematiche dell’editoria, soprattutto quelle riguardanti le case editrici indipendenti. Lo scorso anno siamo stati tra i promotori – insieme a Nottetempo, minimum fax, La nuova frontiera, Il Saggiatore, 66th and 2nd e Iperborea – della nascita del Premio Sinbad dedicato alla produzione dell’editoria indipendente.

Quest’anno ci siamo schierati a favore del Salone del libro di Torino per una questione sia di forma che di contenuto: innanzitutto per la modalità con cui i grandi editori hanno deciso di “scippare” a Torino il ruolo principale nel settore delle fiere editoriali in Italia (conquistato in trent’anni) e per la contrapposizione conflittuale che ha imposto delle date a distanza di un solo mese, non negoziabili, e che rendono impossibile alla grande maggioranza degli editori indipendenti di poter partecipare a entrambe, a così breve distanza, per via dei costi.

E’ naturale che Torino era e sarà sempre migliorabile su molti aspetti dell’organizzazione e della gestione, ma sono una sostenitrice del detto “Chi non fa non sbaglia”. La mia impressione è che questa iniziativa sia stata la prima conseguenza dell’avvenuta fusione tra Mondadori e Rizzoli. Se Milano avesse voluto davvero proporre qualcosa di nuovo e di diverso avrebbe dovuto farlo con maggiore flessibilità, ponendosi come ulteriore stimolo alla promozione degli editori, in un altro periodo dell’anno, con costi accessibili anche ai piccoli e non boicottare Torino, togliendo la partecipazione dei colossi. Non abbiamo bisogno di duelli ma, evidentemente, la tentazione di ribadire chi comanda adesso è inevitabile in una situazione di monopolio quale quella in cui ci troviamo.

Loretta Santini è direttrice editoriale di Elliot Edizioni

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