Le avventure editoriali di Pino Calvario – Capitolo 1

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“Tutto il resto è commento”

di Michele Luzzatto

Questo è il primo capitolo della saga di Pino Calvario, un personaggio di finzione che è alle prese con la pubblicazione del suo ultimo saggio. La storia di Pino ben si presta alla nostra rubrica per descrivere le avventure (e disavventure) quotidiane di un editor della saggistica, raccontate con ironia da chi il mestiere lo conosce molto bene: Michele Luzzatto, editor della saggistica di Bollati Boringhieri.

Pino Calvario chiama di buon’ora, in quel momento critico della giornata dell’editor che si situa tra l’accensione del computer e il primo caffè preso alla macchinetta aziendale. È una pessima scelta di tempo, perché mentre il computer è ancora impegnato nel suo faticoso e sempre più lento avvio di sistema, l’editor della saggistica non ha ancora la possibilità di verificare tra i suoi documenti ciò che lui dirà; e poi perché il livello di caffeina nel sangue è ancora insufficiente a garantire quella vigilanza che sarebbe necessaria a parare eventuali tiri mancini. E stiamo parlando di Pino Calvario, per cui i tiri mancini arriveranno senz’altro.

Docente di secondo piano in un ateneo non propriamente centrale, il Prof. Calvario ha già pubblicato in passato due libri con la casa editrice di cui l’editor fa parte. Non si sa bene come ci sia riuscito. La cosa precede di qualche anno l’arrivo dell’editor, il quale di Calvario conosce solo il pessimo carattere e le molte recriminazioni, ma effettivamente non ne conosce i libri, non avendoli seguiti al tempo della loro pubblicazione e trovandoli, tra l’altro, dedicati ad argomenti piuttosto distanti da ciò che lui considera minimamente avvincente.

Tutto questo ancora non significherebbe nulla, dal momento che ogni editor che si rispetti si guarda bene dal pubblicare solo i libri che lo interessano personalmente. L’editor sa per esperienza che il suo mestiere è distantissimo da quello di un autore. Nel tempo si è preso parecchie fregature, e dài e dài, ha finito per capire che l’unica cosa che conta davvero nel suo mestiere è proporre per la pubblicazione libri che risultino interessanti per un numero sufficiente di persone, almeno quante bastano a coprire i costi di produzione e guadagnarci qualcosa. Nel suo lavoro questo è quanto e, come diceva Hillel, “tutto il resto è commento”. C’è stato un tempo in cui l’editor pensava che avrebbe potuto rivoluzionare la cultura nazionale grazie al suo geniale lavoro. Aveva molto studiato ed era sicuro che il mondo là fuori non aspettasse altro che le sue audaci intuizioni per cambiare rotta sulla base dei libri che lui pubblicava. Ma non avvenne mai.

L’editor aveva dunque finito per cambiare rotta lui, non il mondo, come avviene quasi per tutti. Lo stesso, invece, non può dirsi per Calvario, che secondo quanto dice ora al telefono avrebbe tra le mani il libro che cambierà le sorti dell’umanità. Le dimensioni dell’ego per lui non costituiscono un problema, benché dai rendiconti regolarmente inviati all’autore anch’egli dovrebbe sapere che i suoi due libri precedenti hanno venduto rispettivamente 508 e 380 copie, omaggi inclusi…

(segue)

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