Anne Percin – Una vacanza quasi perfetta

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In balia della dura realtà

recensione di Fernando Rotondo

scheda Infanzia del numero di Ottobre 2016

Anne Percin
UNA VACANZA QUASI PERFETTA
ed. orig. 2010, trad. dal francese di Federica Angelini
pp. 206, € 14,50
EDT-Giralangolo, Torino 2016

PercinLeggere un libro per adolescenti che non parli di malattie né di amori contrastati o ribelli, magari conditi da iniziazioni sessuali a rischio, e neanche di situazioni giovanili di disagio, è come un bicchiere d’acqua fresca quando fa caldo. Soprattutto se al centro della scena c’è un bel personaggio come il diciassettenne Maxime, che riesce a evitare il trekking con i genitori in Corsica per passare le vacanze dalla nonna: alzarsi quando vuoi e non fare niente, se non ascoltare musica, scaricare film con la password illegale dell’ava e chattare con gli amici. Un adolescente indeciso a tutto, soprattutto alle responsabilità, non disinteressato alle questioni di sesso ma propenso a rinviare la faccenda un po’ più in là, capace di andare in estasi davanti a un tramonto rosa arancio, con un non comune senso dell’umorismo, dell’(auto)ironia e anche del sarcasmo. Naturalmente grazie alle brillanti doti narrative dell’autrice. Ma un infarto della nonna e l’irreperibilità dei genitori precipita il nostro in una situazione da “mamma, ho perso l’aereo”, solo in balia della dura realtà: a parte il gatto che gli contende il poco cibo in frigo, viene ammanettato da poliziotti che lo scambiano per un ladruncolo, si perde nei meandri dell’ospedale, cucina bulbi di tulipano scambiandoli per cipolle, cade ubriaco insieme al gatto per le esalazioni delle ciliegie fatte bollire con il cognac. Su SpaceBook comincia a chattare con Pikachu con reciproci commenti ironici, battute taglienti, prese in giro che a poco a poco diventano scambi più sensati e consigli di film e libri, e con un finale imprevisto. Così sarà una sorpresa il ritorno dei genitori (niente spoiler), che troveranno un figlio cresciuto in maturità e responsabilità: quando la nonna è tornata a casa è stato lui a volersene occupare; loro sono rimasti i bambini di sempre. Da dodici anni

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