I libri-catalogo per bambini, immagini per nuove storie e infiniti giochi

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I consigli di Natale

di Sara Marconi

“Tutti noi abbiamo amato i cataloghi, da bambini. Abbiamo passato lunghi pomeriggi seduti su un divano, con un catalogo sulle ginocchia, scegliendo tra le sue pagine i vestiti più belli, i migliori utensili da cucina, o ancora mobili, tende, giocattoli” (introduzione a Il libro delle cose reali e fantastiche). I cataloghi sembrerebbero superati, nell’era delle ricerche online: basta pensare alle ricerche per immagini, e al fatto che cercando “scolapasta” si accede a un numero di immagini che ormai non è neanche più calcolabile. Eppure. Eppure i libri-catalogo proliferano, e sono bellissimi.

Motore a lucertola per tartarughe stanche

Motore a lucertola per tartarughe stanche

Nel lontano 1942 Munari pubblicava le sue Macchine, una raccolta di dodici meccanismi meravigliosi: la macchina per addomesticare le sveglie, quella per annusare i fiori finti, quella per suonare il piffero anche quando non si è in casa (quest’anno da Corraini ne esce una riedizione, in formato molto più grande dell’originale, imperdibile). Ogni macchinario ha la sua illustrazione e le sue istruzioni, piene di meravigliosa poesia (“fatevi regalare una vecchia sveglia”, iniziano quelle dell’apparecchio per prevedere l’aurora). Ogni pagina è da studiare per ore, e può dare l’avvio a infiniti giochi. Perché la bellezza dei libri-catalogo è questa: ciascuno li legge come vuole, cerca tra le loro pagine quello che preferisce, parte da quello che c’è per andare alla ricerca di altro altrove. E quindi a Natale, quest’anno, suggerisco l’acquisto di almeno un libro-catalogo, da leggere durante le vacanze, per giocare insieme, adulti e bambini. Ne racconterò qui alcuni, scelti per illustrare le diverse possibilità del genere; ce ne sono molti altri, ma questi sono quelli che a me sono piaciuti di più.

Il catalogo, si è detto, chiede di scegliere. Naturalia spinge la scelta un passo più avanti: le immagini del duo di designer milanesi Carnovsky devono essere osservate utilizzando tre diverse lenti: con quella rossa saranno visibili gli animali diurni, con quella verde i loro habitat, con quella blu gli animali notturni. L’immagine, bellissima nella sua interezza, nasconde mondi sovrapposti e intrecciati che si svelano come per magia attraverso le lenti.

Naturalia

Le creature del duo Carnovski sono inconfondibilmente loro, riconoscibilissime per chiunque le abbia viste esposte almeno una volta in una delle tantissime installazioni in giro per il mondo. Ci sono invece cataloghi che giocano sulle mani diverse, giustapposte. Penso al Libro delle cose reali e fantastiche pubblicato in Italia da Lapis e nato come progetto collettivo in Germania: sessanta illustratori hanno realizzato quasi novecento immagini divise in categorie (gli alberi e i pesci, ma anche la morte e le mutande, le barbe e le salsicce), ciascuno con il suo stile, i suoi materiali, i suoi colori. Autori più noti in Italia (come Axel Scheffler) sono affiancati ad autori meno noti; fate barbute tengono compagnia a fate bambine e fate scoiattoli, scarpe danzanti si contrappongono a scarpe da lavoro, borse da canguro a trolley-gatto. Non c’è fine alle storie che si possono raccontare, agli incontri che si possono immaginare.

catalogoLo stesso potenziale per la creazione di storie ce l’ha anche Un giorno nella vita di tutti i giorni di Ali Mitgutsch. Cartonato, venticinque pagine, un miliardo di scene di vita: ogni doppia pagina, infatti, ricostruisce (senza parole) un ambiente; c’è la fattoria, il cantiere, il parco, la spiaggia… In ogni ambiente decine di persone e di oggetti compongono un quadro che sembra vivo, in movimento. Non è strettamente un catalogo: è quello che in tedesco si chiama Wimmelbuch, un libro fatto di scene, come molti di quelli di Richard Scarry. Tuttavia si presta a una lettura simile a quella dei cataloghi: ancora scelte, connessioni, creazioni di storie sempre diverse. La mano è quella del notissimo illustratore tedesco, premio Andersen nel 1968, già pubblicato in Italia negli anni Settanta da Fabbri; le sue scene sono piene di bambini che si arrampicano, merende a base di pane e salame, chitarre e baffi: probabilmente alcuni lettori adulti lo leggeranno anche come dettagliata madeleine in cui ritrovare piccoli pezzi della propria infanzia.

Se però l’obiettivo è ricordare la storia recente consiglio un libro diverso, La memoria dell’elefante. Neanche questo è strettamente un catalogo, dato che racconta la storia di Marcello, elegantissimo vecchio elefante. Tuttavia la storia di Marcello prende vita attraverso gli oggetti, ciascuno con la sua didascalia: sul suo tavolo da colazione ci sono una ventina di dolci diversi provenienti da tutto il mondo (lokum e macarons, ma anche tiramisù e babà), il suo guardaroba contiene zoccoli e cilindri, ma soprattutto è lui stesso ad aver raccolto in una sua personale enciclopedia tutto quello che ha visto. E avendo vissuto a lungo, ed essendo dotato di un’ottima memoria, l’enciclopedia straborda di oggetti. Strumenti musicali poco noti, caravelle e baobab raccontano del maggio francese, della musica pop inglese, del design europeo.

catalogo La parola alla natura

La parola alla natura

Ma torniamo ai veri e propri cataloghi. La maggior parte sono tematici: le macchine, gli animali. Ne citerò soltanto due: Il libro delle macchine di Carl Johanson e La parola alla natura di Thomas Hegbrook. Il primo appassionerà quei bambini (e sono molti) che possono passare ore a guardare un trattore o una betoniera; ma divertirà anche gli altri, dato che alle gru e ai cingolati si affiancano casamobili e bananamobili, macchine grasse e a pois, bus galattici e caccamobili. L’autore è un designer svedese che vive in Francia, giovane e dotato di grande ironia. Questo è il suo primo libro per bambini: finora ha lavorato soprattutto per la pubblicità e per la stampa periodica. È diverso il caso di Thomas Hegbrook, che aveva già pubblicato The earth book insieme a Jonathan Litton; qui però realizza un libro fatto di sole immagini e con una sorta di legenda finale in cui sono riprodotte in piccolo tutte le pagine, ciascuna con le didascalie necessarie a capire, ad esempio, perché il cobra reale sta sollevando la testa o a cosa serve la luce al pesce lanterna. L’idea è quella di consentire una lettura a più livelli: innanzitutto l’osservazione delle immagini degli animali nei loro ambienti naturali, poi – volendo – la creazione autonoma di storie che spieghino le immagini e infine la scoperta delle abitudini degli animali, che possono arricchire una nuova lettura delle immagini.

castoro-grande-libro-oggetti-magiciCome ho detto, di antologie visuali di animali ce ne sono molte; viceversa il Castoro pubblica per Natale un catalogo tematico con un tema radicalmente diverso; mi riferisco al Grande libro degli oggetti magici scritto da Pierdomenico Baccalario e Jacopo Olivieri e magistralmente illustrato da Marco Somà. Gli autori hanno fatto una ricerca spaventosa, durata anni, e hanno raccolto più di duecento oggetti magici, pescandoli tra le pagine dell’Iliade e di Harry Potter, del Mago di Oz e dell’Orlando Furioso. Ci sono gli strumenti del Flauto Magico e lo zufolo di Andersen, lo specchio di Galadriel (Tolkien) e quello di Alice (Lewis Carroll), le chiavi di Lovecraft e di Goethe, la veste di Medea e l’ombrello di Mary Poppins. La cornice narrativa qui c’è, ed è costituita dalla casa di un immaginario collezionista che ha passato la vita a cercare oggetti magici e a stiparli in sedici stanze. Si visita perciò l’armeria, si scende nelle segrete e si risale in soffitta; e in ogni stanza si vedono decine di tesori, raccontati poi, uno per uno, nelle pagine successive (in appendice un elenco degli oggetti con le fonti letterarie da cui sono tratti). Il libro è incredibile: compendio di letteratura fantastica, raccolta di storie, dettagli e curiosità, enciclopedia del magico, spunto per nuove letture. Una miniera in cui perdersi, un mare in cui andare a pesca – come molti dei migliori libri-catalogo, perfetti per le vacanze di Natale.

sara@saramarconi.it

S. Marconi è scrittrice e responsabile delle pagine Infanzia dell’Indice

Bruno Munari, Le macchine di Munari, Corraini, Mantova 2016 (prima edizione Corraini 2001, prima edizione 1942), pp. 34, € 18,00.

Rachel Williams, Naturalia. Dall’alba al tramonto: un caleidoscopio di colori, La Margherita, Milano 2016, pp. 64, € 20, illustrazioni di Carnovsky (Francesco Rugi e Silvia Quintanilla).

Jutta Bauer, Katja Spitzer, Il libro delle cose reali e fantastiche, Lapis, Roma 2016, pp. 120, € 18,50, traduzione dal tedesco a cura di Giannino Stoppani Cooperativa Culturale

Carl Johanson, Il libro delle macchine, Lapis, Roma 2016, pp. 38, € 13,50, traduzione dal francese di Chiara Stancati.

Thomas Hegbrook, La parola alla natura, Emme Edizioni, Trieste 2016, pp. 64, € 22,00, traduzione dall’inglese di Lucia Feoli.

Ali Mitgutsch, Un giorno nella vita di tutti i giorni. Libro affresco, Gallucci, Roma 2016, pp. 25, € 14,90, traduzione dal tedesco di Angela Ricci.

Sophie Strady, La memoria dell’elefante. Il viaggio indimenticabile di Marcello, Il Castoro, Milano 2016, pp. 37, € 18,00, illustrazioni di Jean-Francois Martin, traduzione dal francese di Rosa Vanina Pavone.

Pierdomenico Baccalario, Jacopo Olivieri, Il grande libro degli oggetti magici, Il Castoro, Milano 2016, pp. 128, € 27,00, illustrazioni di Marco Somà.

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