Pino Pace – L’ultimo elefante

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La voce di Mes

recensione di Sara Marconi

Pino Pace
L’ULTIMO ELEFANTE
pp. 160, € 8,90
Giunti, Firenze 2016

ultimo elefanteLa casa editrice Giunti ha presentato alla Fiera di Bologna una nuova collana di narrativa, Colibrì. La collana è partita con sedici titoli, alcuni già precedentemente usciti da Giunti o da altre case editrici, altri inediti; tra gli inediti c’è questo libro di Pino Pace, autore – oltre che per ragazzi – per radio e audiovisivo. L’ultimo elefante racconta la storia di Mes, un ragazzino dodicenne che vive nel 200 a.C. in quella che oggi si chiamerebbe Provenza. Bada alle pecore insieme al suo cane, in un mondo fatto di cose semplici, lineari, certe: il Serpente fa schifo, la Lepre ha paura, la Poiana vola in cerchi; per star dietro alle pecore è meglio un cane bianco, che di notte si vede bene ed è diverso dal lupo, che è nero; la luna c’è sempre stata, e così il sole, le montagne e il bosco. Anche la vita di Mes è semplice: sta con le pecore alcuni giorni, poi le riporta al villaggio. Quando sarà più grande andrà a caccia col padre, ora ancora no.

Eppure improvvisamente succede qualcosa di assolutamente imprevisto: il suo villaggio viene travolto dal passaggio di un esercito, gli uomini uccisi, le donne portate via. Per Mes c’è una sola cosa da fare: scappare, abbandonando tutto. Ma viene catturato. Inizia così un’avventura lunga e appassionante al seguito dell’esercito di Annibale: Mes dovrà prima custodire e poi condurre uno dei grandi elefanti, accompagnandolo attraverso tutta l’Italia, verso Roma. Imparerà a leggere e scrivere da Sileno, viaggiatore disincantato; scoprirà l’amore assoluto dell’enorme Shafà per i suoi animali; incontrerà cavalieri numidi, mastini dagli occhi di fuoco, battaglie piene di frecce e armature e spade e trombe e sangue; infine troverà anche una ragazza “timida e bellissima” che gli insegnerà che “oltre ai villaggi, agli accampamenti militari, alle marce forzate e alle battaglie c’è un mondo fatto di calore e tenerezza, di bellezza”; e grazie a questa scoperta riuscirà a salvarsi alla fine, quando tutto potrebbe essere perduto.

L’ultimo elefante è contemporaneamente un romanzo storico ben documentato, un romanzo di formazione avvincente e un romanzo d’avventura pieno di personaggi e di storie; soprattutto è una voce, quella di Mes, che parla il linguaggio delle cose, descrive quello che vede senza cercare significati nascosti, allineando oggetti e percezioni; una voce che nel corso del racconto viene travolta dalla complessità e dalla ricchezza della vita, modificandosi senza mai snaturarsi, in modo credibile e affascinante. È la voce di Mes a raccontare l’amicizia, l’amore, la guerra, la paura, la speranza con una forza rara e convincente: la voce di chi per un periodo si trova immerso nella storia, e poi ne esce, scegliendo di occuparsi della propria, di storia. Non è poco. Da dieci anni

S Marconi autrice

sara@saramarconi.it

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