Goliarda Sapienza – Appuntamento a Positano

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Nel buen retiro

recensione di Luisa Ricaldone

dal numero di dicembre 2015

Goliarda Sapienza
APPUNTAMENTO A POSITANO
pp 181, € 19
Einaudi, Torino 2015

Risale al 1984 la stesura di questo romanzo, rimasto anch’esso inedito come gran parte delle opere di Goliarda Sapienza, e ora pubblicato a cura di Angelo Pellegrino, che ne scrive anche la postfazione. Il romanzo inizia come parte della narrazione di sé, della sofferta e meditata autobiografia di Goliarda – è narrato in prima persona – ma immediatamente il centro dell’interesse e del racconto è un’altra donna (“Il suo passo incantava tutti quando scendeva i pochi gradini che portavano alla marina” è l’incipit del romanzo), Erica, la “principessa”, come la chiamano gli abitanti del magico borgo di Positano. Il romanzo racconta la storia di un’amicizia che dura vent’anni e ha radici autobiografiche, il personaggio di Erica rievoca un’amica di Goliarda, una signora milanese che a detta del curatore non si chiamava così, ma morì veramente suicida, a Milano. Storia di un’amicizia femminile, vera, intensa, profonda, come solevano essere le amicizie femminili della vita e della letteratura di Goliarda, ma anche storia parallela e divergente di due donne. Goliarda personaggio rievoca all’inizio gli anni cruciali della sua formazione e della sua vita, gli anni frenetici della sua attività di “cinematografara” impegnata, riguardati trent’anni dopo con spirito critico: all’ossessione pedagogica dei “soavi guerriglieri togliattiani”, ai bruschi richiami di Luchino Visconti che la invita a non chiudersi troppo nel suo “privato” e la richiama quando indugia troppo a Positano, Goliarda contrappone il fascino di “quella donna così in bilico tra l’antico e il moderno” e l’irresistibile attrattiva dello “spirito” di Positano, “spirito senza tempo, o meglio, con un tempo diverso da quello che regola il resto del mondo”. Il personaggio Erica è una donna bella affascinante raffinata, educata all’antica, discendente da una grande famiglia ricca colta e intellettuale, che affronta il dissesto economico e il crollo di tutti i suoi punti di riferimenti con indomabile energia e determinazione, rifugiandosi appena può nel suo meraviglioso nido d’aquila di Positano, che la scrittrice Goliarda descrive con un incantamento e una minuzia tutta femminile. Tutto il romanzo è intessuto di considerazioni e osservazioni sul mondo contemporaneo e sulla sua evoluzione, sulla dialettica tra modernità e tradizione, sul buen retiro di Positano, sull’irruzione in quel mondo incantato dei “barbari invasori”, sulla responsabilità dell’azione politica; riecheggiano in esso tutti i complessi temi affrontati da Goliarda nei suoi scritti, in un contesto narrativo illuminato dagli sprazzi della bellezza di un luogo unico, travolto dalla modernità.

luisa.ricaldone@unito.it

L. Ricaldone insegna letteratura italiana all’Università di Torino

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