Orhan Pamuk – La donna dai capelli rossi

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Non pulsa come dovrebbe

di Camilla Valletti

Orhan Pamuk
LA DONNA DAI CAPELLI ROSSI
ed. orig. 2016, trad. dal turco di Barbara La Rosa Salim
pp. 262, €19,50
Einaudi, Torino 2017

Orhan Pamuk - La donna dai capelli rossiAi romanzi di Orhan Pamuk ci si avvicina con timore reverenziale. È uno dei pochi veri scrittori dal cui lavoro, il lettore, si aspetta di ricevere una chiave di comprensione sul mondo. Non ha mai deluso le aspettative, anzi, ha alzato la barra sempre, affrontando temi imprevedibili. Ecco perché questo recentissimo La donna dai capelli rossi lascia con l’amaro in bocca. La vicenda del giovanissimo Cem, abbandonato dal padre naturale e colpevole di avere a sua volta abbandonato un padre elettivo, si svolge con una legnosità, una fatica, una strana lentezza davvero inconsueta rispetto all’abbondanza del fraseggio, alla consueta ricchezza lessicale a cui Pamuk ha abituato il suo pubblico. La scena di sesso centrale che diventerà poi il motivo conduttore del romanzo, il centro intorno a cui ruotano le speranze e soprattutto le delusioni di Cem adulto, non vibra, non pulsa come dovrebbe, incastonata come è dentro a riflessioni quasi poste a piè di pagina sull’Edipo Re e su quando si potrebbe datare l’interesse di Freud riguardo l’incesto.

Peccato davvero, anche Istanbul è ad una parte comprimaria, spegnendosi in ripetitive descrizioni. E pure la periferia dove ha luogo la tragedia sembra un deserto, un luogo abbandonato dalla storia per pura stanchezza. Come si suol dire, un’occasione non proprio sfruttata al meglio.

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