Una città e un successo: Bologna Children’s Books Fair

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Di Giovanna Zoboli

Dal 4 al 7 aprile 2016, si tiene la cinquantatreesima edizione della Bologna Children’s Books Fair (Bcbf). Inaugurata il 4 aprile 1964 nello storico Palazzo Re Enzo (solo nel 1969 si trasferì nel quartiere fieristico), ha festeggiato nel 2013 i suoi cinquant’anni, raccontati in dettaglio nel volume Bologna Children’s Books Fair. Anniversary 1964-2013 (Bononia University Press, 2013).

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Nonostante si tratti dell’unico vero appuntamento internazionale dell’editoria che si svolge in Italia, il più importante al mondo per i libri per ragazzi, la Bologna Children’s Books Fair condivide il destino di tutto ciò che ha a che fare con la letteratura per l’infanzia e l’adolescenza: nell’opinione corrente, qualcosa che ha a che vedere più con la pediatria, la psicoterapia, la puericultura, la pedagogia, la scuola, la famiglia, i bisogni fisiologici, e poi, naturalmente, l’intrattenimento di massa; ma poco con il libro in sé, e soprattutto con la letteratura e con la cultura. Sbagliato.

La Bologna Children’s Books Fair, invece, è il luogo dove probabilmente in una sola giornata un visitatore ha la possibilità di ammirare i libri più belli al mondo. Spesso veri e propri capolavori realizzati da splendide case editrici, piccole e grandi, che si dedicano a questo ambito della cultura con una competenza, passione, efficienza, cura che altrove hanno pochi riscontri.Bologna-Book-Fair-2011_3

Lo so perché sono ventisei anni che la frequento: dal 1994 come autrice, e dal 2004 come editrice. La prima volta che vi andai, avendo scritto, quasi per caso, un libro per ragazzi, rimasi stupefatta scoprendo quello che nel mondo si faceva in questo settore. Fu allora che divenni consapevole di quanto sia necessario sapere, imparare, conoscere e fare prima di potersene considerare parte.

In numeri, la Bologna Children’s Books Fair è un’area espositiva di 20.000 metri quadri che nel 2015 ha ospitato 25.000 operatori e 1.200 espositori provenienti da 98 Paesi (nel 1964, gli espositori furono 44 da 11 paesi). Quest’anno le mostre di illustrazione proposte dalla Fiera sono sette. La principale è la celebre Mostra degli Illustratori che quest’anno festeggia il cinquantenario proponendo una mostra di, appunto, cinquanta illustratori selezionati nelle passate edizioni. Essere presenti in mostra è obiettivo ambitissimo di tutti gli illustratori perché bastano questi quattro giorni per essere effettivamente visti dagli editori di tutto il mondo. Lo scorso anno, la giuria internazionale ha scelto, fra più di tremila candidati, 76 artisti con 380 opere. Ci sarà poi la tradizionale mostra del paese ospite: quest’anno sarà la Germania a presentare i propri esponenti più significativi e innovativi.

Durante i quattro giorni, il programma di appuntamenti offerto dalla Bologna Children’s Books Fair (e costruito in un anno di lavoro con tenacia e diplomazia da Roberta Chinni, project manager della Fiera), è fittissimo. Incontri per autori, illustratori e traduttori, convegni, presentazioni e giornate di formazione: l’opportunità di ascoltare, vedere, conoscere ciò che di meglio e più interessante accade nel pianeta a proposito di libri per ragazzi. Quest’anno poi c’è un intero padiglione dedicato all’editoria digitale. Inoltre si inaugura la World Directory of Children’s Book Translations, una banca dati per specialisti della traduzione editoriale per ragazzi in 55 lingue. Bologna_libri_2015_bimbiarimini

Ma la Bologna Children’s Books Fair è soprattutto fatta dagli scambi di diritti dagli accordi di co-edizione: è il luogo privilegiato della proprietà intellettuale e della creatività di autori, illustratori ed editori. Qui, con agende fittissime, si incontrano editori, agenti letterari, packagers, stampatori, organismi internazionali, produttori televisivi e cinematografici, operatori del settore licensing, società di servizi collegate all’editoria. Per questo, dal 1969 la Fiera è riservata agli operatori di settore: una scelta strategica che se da una parte è alla base del successo dell’evento, dall’altro concorre all’idea che i libri per bambini e ragazzi siano prodotti rigorosamente settoriali. Per questa ragione da alcuni anni si stanno sperimentando, e con successo, diversi modi per aprire parte dell’esposizione fieristica al pubblico generico e alla città.IMG_20140327_102158

Come ha fatto negli anni questa Fiera a diventare un’eccellenza in tutto il mondo? Nata per essere aperta a tutti, sull’onda dell’innovazione che in Italia negli anni sessanta stava investendo la scuola e l’educazione e alla quale la città emiliana era particolarmente sensibile, la Bologna Children’s Books Fair in poco tempo ha saputo attrarre l’attenzione internazionale, richiamando dall’estero un numero in costante crescita di editori. La volontà di far diventare la Fiera un patrimonio globale è alla base della scelta di creare giurie internazionali a presiedere le mostre e i premi, diventati in breve marchi di prestigio internazionale. Dal 1966, il Bologna Ragazzi Award premia libri di tutto il mondo, in diverse categorie (quest’anno, sono stati candidati al premio 1448 libri da 43 paesi, per le categorie fiction, non fiction, nuovi orizzonti, opera prima, ebook, app, e per la categoria di approfondimento che quest’anno è disabilità), mettendo in luce il lavoro di un’editoria, autori e illustratori di qualità eccelsa, spesso di nicchia, ma in grado di creare prodotti di respiro mondiale, e di grande levatura culturale.

Il successo della Bologna Children’s Books Fair è però, indiscutibilmente, anche un successo della città. Alcune fiere straniere nel tempo hanno cercato di strappare questo primato a Bologna, ma per diverse ragioni non ci sono riuscite. Un po’ perché Bologna esercita sugli editori stranieri il fascino della “dolce vita”, un po’ perché la Fiera tracima nella città e diventa un colossale happening. Chiusi gli stand, Bologna si accende di mostre, vernissage, incontri, presentazioni, feste, organizzate in musei, palazzi, biblioteche e associazioni, ma anche locali, negozi, ristoranti; e il popolo della Fiera si mescola con una cittadinanza molto coinvolta e migra da un evento all’altro, vagabonda, si incontra in modo più allegro e informale, sentendosi parte di una città animata, bella, sicura, fascinosa, cosmopolita, amichevole, calda, operosa.

Una città che ha saputo far crescere la Fiera e crescerle accanto, trasformando un evento commerciale in un valore culturale.

La tradizionale disposizione della città verso i temi dell’educazione e della pedagogia, su cui la Fiera si è innestata, ha nutrito la nascita e lo sviluppo di altre realtà che hanno fatto scuola in tutta Italia, creando un vero e proprio polo per la cultura del libro per ragazzi. A cominciare dalla prima cattedra di letteratura per l’infanzia al Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” tenuta fino al 2000 dal professor Antonio Faeti, il più importante studioso di letteratura per ragazzi in Italia (e, insieme alla bolognese Paola Pallottino, il maggiore studioso di illustrazione per l’infanzia), e oggi tenuta da Emy Beseghi. Ma anche la Biblioteca Sala Borsa Ragazzi, vivacissima realtà cittadina da sempre fra le più innovative e attive le biblioteche italiane dedicate ai lettori più giovani, con spazi accoglienti aperti a bambini, ragazzi, adulti, di tutte le lingue, con un ricchissimo programma; la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani, da cui nel 1983 è nata l’omonima libreria in via Rizzoli, seconda realtà specializzata italiana, dopo la Libreria dei Ragazzi di Milano, e da cui nel 2003 è sorta l’Accademia Drosselmeier, scuola per librai, giocattolai e addetti al settore della cultura rivolta ai ragazzi, dalle cui aule sono uscite decine di libraie (e qualche libraio) specializzati; l’Associazione culturale Hamelin, nata nel 1996, attivissima ideatrice di progetti per la promozione della lettura a cui si devono il progetto nazionale “Xanadu. Comunità di lettori ostinati”, la rivista “Hamelin. Storie figure pedagogia” e il bellissimo BilBOLbul Festival internazionale di fumetto; l’Accademia di Belle Arti con i corsi di illustrazione e fumetto dove ha insegnato Antonio Faeti e dove oggi sono docenti i suoi allievi Emilio Varrà e Ilaria Tontardini. Tutte queste realtà hanno contribuito allo sviluppo della Fiera e sono cresciute con lei. Si potrebbe quasi dire che senza le une, l’altra non sarebbe quel che è. E viceversa.BCBF_laboratori-982x540

Bologna e la sua Fiera, poli della cultura del libro per ragazzi, negli anni hanno rappresentato per l’editoria italiana un nutrimento costante, ma anche un severo confronto. Per alcuni decenni dopo il fermento degli anni sessanta e settanta, il settore ha conosciuto un periodo di stagnazione ed è rimasto escluso dai fermenti e dalle evoluzioni sviluppatesi in altri paesi del mondo, per esempio nel campo dell’illustrazione e degli albi illustrati. Per alcuni decenni, passando dai padiglioni italiani a quelli stranieri la percezione della differenza era netta: la sensazione precisa di un ritardo e di una frattura. Fra le due zone della Fiera lo scambio era scarso: pochi gli italiani che si avventuravano fuori dal loro ambito, pochissimi gli stranieri interessati ai libri italiani. Proprio per questo, dopo il primo anno di partecipazione, chiedemmo alla organizzazione di essere trasferiti in uno dei padiglioni che ospitava gli stranieri: avevamo bisogno che i nostri libri si vedessero e trovassero acquirenti. Nel corso degli ultimi quindici anni, con l’avvento di nuovi editori, autori, illustratori, le cose sono cambiate: gli scambi fra italiani e stranieri oggi sono fitti e costanti. I libri italiani interessano agli editori di tutto il mondo, per la novità e la qualità della ricerca da cui nascono, al punto che nel 2013 è avvenuto il sorpasso: le esportazioni di diritti hanno superato le importazioni. Oggi l’editoria per ragazzi è voce attiva della bilancia dei pagamenti. Sebbene di questo fermento siano state fucina altre città italiane capaci di nutrire imprese editoriali dall’orizzonte più largo e di respiro internazionale, è indubbio che il riferimento di Bologna, con la sua Fiera e la sua cultura del libro per ragazzi sia stato fondamentale, offrendo strumenti imprescindibili per la maturazione dell’intero settore.

giovanna@topipittori.it

G Zoboli è editore

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