#LibriInTasca: Graham Swift – Un giorno di festa

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Collezionista di parole e ambizioni

consigliato da Tiziana Merani

#LibrinTasca è lo Speciale dell’Indice che accompagnerà la vostra estate sul sito dell’Indice. Sarà un compagno di viaggio loquace e mai banale, e si comporrà di tanti consigli di lettura suggeriti da voci diverse e penne più o meno note: libri pensati per viaggiatori in cerca di avventure e tomi poderosi per chi poltrisce sotto l’ombrellone. 

GRAHAM SWIFT
Un giorno di festa
ed.orig. 1940, trad. dall’inglse di Luca Biasco
pp.139, 15,75 €
Neri Pozza, Milano 2016

Il titolo originale di Un giorno di festa, ultimo libro di Graham Swift in uscita con Neri Pozza, è Mothering Day, ovvero il giorno della festa della mamma. Ed è infatti nelle ventiquattro ore della ricorrenza festiva, flashbacks a parte, che si svolge la trama del romanzo. «Alcune cose – spiega l’autore inglese – potevano accadere solo in quel giorno e solo perché Jane (la protagonista, ndr) non aveva una madre». Se ci fosse stata una mamma da festeggiare, infatti, Jane Fairchild, domestica a servizio dei Niven, non avrebbe trascorso il suo pomeriggio con Paul Sheringham, promesso sposo della facoltosa Emma Hobday. Se…

Graham SwiftCiò che accadrà nelle ore successive è una reazione a catena di fatti determinati dal soddisfacimento di una precisa condizione. Jane e Paul si incontrano a casa Sheringham – vuota nel giorno festivo – fanno l’amore e poi restano a chiacchierare tranquillamente in camera da letto, studiandosi e seguendo la traccia dei propri pensieri. Jane non si vergogna della propria nudità, né si preoccupa del fatto che Paul sia suo soltanto nei momenti di libertà che lavoro e vita sociale consentono. È soddisfatta di quell’esistenza parallela dove, in qualche modo, la nudità li mette sullo stesso piano e pareggia il livello delle loro classi sociali. (E d’altro canto sarebbe stato corretto definirla una cameriera, ora che se ne stava sdraiata su quel letto? E Paul, era ancora un “padrone”? Era questa la magia, la perfetta politica della nudità). E poi, dopo, rimasta sola in quella grande casa, come Alice tra i due mondi della fantasia, Jane si ritrova a osservare lo specchio e a chiedersi se magari non sia possibile entrarvi dentro e diventare qualcun altro. Siamo nel 1924, il ricordo della prima guerra mondiale ha ancora i suoi contorni. In Inghilterra le donne non votano ancora ma lo spirito dell’emancipazione è nell’aria. Jane legge i libri che prende in prestito dalla biblioteca dei Niven e colleziona parole: Ne aveva molte a disposizione, di parole altrettanto poco plausibili per una cameriera. A cominciare proprio da ‘vocabolario’. E la sua ambizione, che poi realizzerà, non è sposare Paul ma diventare una scrittrice.

Lo stile, elegante e distaccato, l’uso del flusso di coscienza e l’ambientazione nei primi anni Venti, fanno pensare al modernismo letterario di Virginia Woolf e dei suo coetanei – non è forse in un giorno di giugno del 1923 che si svolge Mrs Dalloway? Ma alla domanda se l’opera sia un tributo agli scrittori di quella corrente, Swift risponde deciso «Absolutely not. It’s simply my novel…». E aggiunge che, come gli altri suoi romanzi, Un giorno di festa è un libro guidato dalle emozioni, ricolmo di sentimenti. Un romanzo di sole 138 pagine, dove tuttavia l’intensità narrativa, mantenuta nella traduzione italiana di Luca Briasco, dilata la storia e richiede un tempo importante per l’assimilazione. Già conosciuto in Italia per i romanzi precedenti, tra cui Ultimo Giro, vincitore del Booker Prize, e Il Paese dell’acqua, gioiello nel suo genere appena ristampato da Beat, Graham Swift è considerato uno dei maggiori autori del Regno Unito.

T Merani è critico letterario

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