#LibriInTasca: Ronald Fraser – Fiori fantasma

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Un’inquietante bellezza

consigliato da Simona Rondolini

#LibriInTasca è lo Speciale che accompagnerà la vostra estate sul sito dell’Indice. Sarà un compagno di viaggio loquace e mai banale, e si comporrà di tanti consigli di lettura suggeriti da voci diverse e penne più o meno note: libri pensati per viaggiatori in cerca di avventure e tomi poderosi per chi poltrisce sotto l’ombrellone. 

Ronald Fraser
FIORI FANTASMA
traduzione di Federica Bigotti
pp. 140, € 22
Edizioni di Atlantide, Roma 2016

FraserSe avete voglia di essere sorpresi e portati altrove, questo romanzo è per voi. Judy è una giovane botanica che lavora ai Kew Gardens di Londra. Vive poco lontano con la madre e il fratello, un uomo d’affari che si esprime con buon senso e ragionevolezza. Judy invece ama perdersi in fantasticherie, spesso davanti a una finestra sul cui vetro è disegnato un motivo di felci. Roland, con cui si è frettolosamente fidanzata, pensa che fissare quel vetro scateni in lei sentimenti inquietanti e le faccia diventare gli occhi strani. La rimprovera spesso di non sapere con precisione che cosa voglia, ma Judy gli risponde: “Sarebbe molto interessante sapere che cosa si desidera veramente, e come si è davvero dentro di sé. Sono certa che ognuno di noi contiene in sé le possibilità più impensate. E che ci siano fuochi nel fondo, se solo qualcuno sapesse accenderli”. Roland non pare capace di accenderli, a giudicare dall’ironica ritrosia con cui Judy si sottrae alle sue effusioni.

Sono le serre dei Kew Gardens a risvegliare in lei desideri sopiti, inconfessabili, e solo un etereo giglio, un cactus spinoso o una regale orchidea sembrano poterli esaudire. I sogni a occhi aperti di Judy, descritti con una lingua visionaria e di intenso lirismo, vi riveleranno un mondo dove il confine fra l’umano e il vegetale si fa permeabile, dove la coscienza individuale rischia di smarrirsi nell’indifferenziato: “un luogo senza luce abitato da forme di piante, buio e silenzio e cieco comunicare di cellula con cellula”. Là, non stupisce che la protagonista conversi con un Giglio d’Acqua, offra il seno alle “lingue fameliche” di “fiori crepitanti”, o venga baciata sulla bocca da un’Orchidea “con una sorta di audacia serafica”. È grazie a queste bizzarre rêverie floreali che Judy diventa più consapevole di se stessa e impara a guardare con occhi diversi anche chi le è vicino. Ma Fiori fantasma non è solo il racconto di un lento risveglio alla vita: è soprattutto il racconto di un risveglio alla creatività, a ciò che essa dona e nel contempo sottrae. Le ultime pagine vi lasceranno sulle dita una sottile inquietudine, e la nostalgia per quel mondo di strana bellezza che freme nella sera, al di là del vetro.

S Rondolini è scrittrice

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