#LibriInTasca: Qiu Xiaolong – Il Principe Rosso

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Corruzioni e delitti all’ombra della Muraglia

consigliato da Cesare Pianciola

#LibrinTasca è lo Speciale dell’Indice che accompagnerà la vostra estate sul sito dell’Indice. Sarà un compagno di viaggio loquace e mai banale, e si comporrà di tanti consigli di lettura suggeriti da voci diverse e penne più o meno note: libri pensati per viaggiatori in cerca di avventure e tomi poderosi per chi poltrisce sotto l’ombrellone. 

Qiu Xiaolong
IL PRINCIPE ROSSO
trad. dall’inglese di Fabio Zucchella
pp. 376, € 18.50
Marsilio, Venezia 2016

Qiu Xialong - Il Principe Rosso«Come mai al tuo detective Chen non è ancora successo niente?» avrebbe chiesto un amico a Xiaolong. Ed eccolo servito. In questo nuovo romanzo Chen Cao deve aver pestato i piedi a qualche pezzo molto grosso, se prima perde il posto di ispettore capo a Shanghai con una sospetta promozione ad altro incarico, poi si salva per un pelo da una situazione scandalosa in cui dovrebbe essere incastrato, e più tardi l’automobile che avrebbe dovuto portarlo a casa ha un tremendo incidente. Ma chi lo vuole morto? Chen cerca, lottando disperatamente con l’aiuto di amici poliziotti e persino di un hacker, di trovare e di mettere insieme i pezzi di un puzzle di corruzione e delitti che alla fine porterà alla rovina il «Principe Rosso» di cui doveva essere vittima. Ispirata all’affare Bo Xilai, in una Cina in cui l’affarismo e la delinquenza si mescolano a nostalgie maoiste, la storia si svolge tra Shanghai e Suzhou, dove Chen fa risistemare la tomba del padre e ha modo di paragonare piatti e ricette delle due città. La buona tavola e la buona poesia sono le passioni di Chen Cao: fin dalla prima pagina sono citati, oltre a Confucio, Elliot e un poeta della dinastia Tang. Marsilio ha contemporaneamente pubblicato, in edizione non venale, Le poesie dell’ispettore Chen (un libretto, tradotto da Fabio Zucchella, dove Xiaolong raccoglie e commenta le poesie sparse nei nove volumi in cui compare il suo raffinato detective). Anche Il Principe Rosso dice molto sulla società cinese, per esempio sulla importanza crescente dei siti Internet, della posta elettronica, dei cellulari: tutto dovrebbe essere controllato dalle autorità superiori, ma anche i controllori finiscono di essere controllati. Come l’apprendista stregone, che Marx riprese da Goethe, le forze tecnologiche evocate si mostrano spiacevolmente indocili e a doppio taglio. Sicché alla fine Chen Cao deve essere reintegrato in attesa della prossima avventura.

cesare.pianciola@gmail.com

C. Pianciola è saggista

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