#LibriInTasca: Simona Baldelli – La vita a rovescio

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Non muore mai chi viene ricordato

consigliato da Tiziana Magone

#LibriInTasca è lo Speciale che accompagnerà la vostra estate sul sito dell’Indice.
Sarà un compagno di viaggio loquace e mai banale, e si comporrà di tanti consigli di lettura suggeriti da voci diverse e penne più o meno note: libri pensati per viaggiatori in cerca di avventure e tomi poderosi per chi poltrisce sotto l’ombrellone. 

Simona Baldelli
LA VITA A ROVESCIO
pp. 416, € 16
Giunti, Firenze 2016

la-vita-a-rovescia-cop-baldelli-I74BIGG3Nella Roma del Settecento, la figlia di un falegname, Caterina Vizzani frequenta riluttante un corso di ricamo durante il quale s’innamora (ricambiata) di Margherita. Il particolare tipo di amore che lega le due ragazze è condannato e non ha nome: esistono reati di cui essere accusate (sodomia, stregoneria) ma non esiste ancora un termine per definirlo. Dopo esser stata scoperta e denunciata dai genitori di Margherita, Caterina è costretta alla fuga. La sua vita raminga ed esule però non è una vita infelice e marginale, perché Caterina s’inventa Giovanni Bordoni (si trasforma in lui) e va a servizio coltivando la sua passione per le altre donne che sotto le mentite spoglie maschili non risulta più scandalosa. Per la forza non contrastabile delle sue passioni, e per un insieme di circostanze sfortunate, la sua vita sarà breve, ma suscita una grande curiosità umana e scientifica in Giovanni Bianchi, un medico e studioso che ha conosciuto Caterina-Giovanni. Bianchi esamina il cadavere che di lei rivela inequivocabilmente il genere e la verginità. Attraverso la sua testimonianza, e per la sopravvivenza di quei suoi preziosi scritti, il singolare coraggio di Caterina, attraversa i secoli e viene riconosciuto in tempi recenti da un bravissimo sociologo col gusto della ricerca storica, Marzio Barbagli, attento a ricostruire i contesti sociali e le categorie mentali nei quali Caterina si è mossa. Fin qui la storia attraverso la documentazione sopravvissuta.

Simona Baldelli parte da qui, si affianca alle testimonianze storiche per dare sentimenti e pensieri a Caterina usando la libertà che la letteratura permette ai suoi autori. Con la grazia attenta della sua scrittura, Baldelli immagina e dice (fa dire) quello che la storia non può trattenere nelle sue maglie. E Caterina con la sua peluria sgraziata, con la faccia deturpata, con le sue invenzioni anche sessuali torna a vivere ancora una volta. Ma questa volta ha un volto, abiti, ambienti domestici in cui collocarla, compagne di lavoro e talvolta di intimità, voce, pensieri e sentimenti tanto forti quanto difficili da catalogare. E il personaggio storico salvato dall’oblio, diventa attraverso di lei, compiutamente un personaggio letterario. Se è vero come credeva il Barone Lamberto che “colui il cui nome è sempre pronunciato resta in vita” allora la lunga vita post mortem di Caterina è (ed è bello pensare sia) il risultato di questa filiera di cantori che, dal Settecento a oggi, l’hanno incontrata e non hanno potuto fare a meno di raccontarla in forme sempre diverse e diversamente preziose.

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