IN QUESTA RECENSIONE
L'officina della guerra. La Grande Guerra e le trasformazioni del mondo mentale
Antonio Gibelli
Guerra
La prima industria della morte
diMarco Revelli
ANTONIO GIBELLI, L'officina della guerra. La Grande Guerra e le trasformazioni del mondo mentale, Bollati Boringhieri, Torino 1991, pp. 276, Lit 40.000. L'officina della guerra è un libro — rigorosamente documentato — sulla prima guerra mondiale. Ma è anche un libro decisamente attuale sulla guerra in generale. Sulla guerra moderna e, per molti versi, sulla modernità in quanto tale. In bello veritas. E questo in fondo il Leitmotiv che scandisce l’intera trattazione: la guerra moderna come terribile rivelatore e acceleratore dello spirito del tempo; luogo demoniaco in cui vengono allo scoperto e si “inverano” processi silenziosamente maturati nella lunga durata, accumulatisi lentamente tra le pieghe della società e delle mentalità, e portati d’un colpo, nell’evento bellico, al parossismo, al grado di verità che solo il limite estremo disvela. La Grande Guerra fu grande appunto per questo: perché rivelò il nuov
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