IN QUESTA RECENSIONE
Disertare
2023
Mikaël Gómez Guthart e Ariana Harwicz
Cinema
Lingua madre e lingua d'arrivo: tradimenti, adulteri e rimpianti Disertori della propria lingua
diMaria Cristina Secci
Nel 2001 due grandi penne della letteratura ispanoamericana, Ricardo Piglia e Roberto Bolaño, avviano una corrispondenza a proposito di scrittura, lingua e vite di traduttori. Dalla conversazione virtuale emerge che i traduttori sono "una strana forma di scrittore" (Piglia) e che possono arrivare a essere "grandi autori invisibili" (Bolaño). Per questa ragione varrebbe la pena compilare un'intera enciclopedia di loro biografie, dettagliate e reali: nella raccolta non mancherebbe la vita del presidente argentino Bartolomé Mitre mentre traduce la Divina Commedia e quella di Julio Cortázar che a Roma compie la stessa operazione sui racconti di Poe, e neppure la storia di Sergio Pitol anche solo per aver tradotto Gombrowicz o quella di Nicanor Parra per lo straordinario lavoro con il Re Lear. Tutti traduttori invisibili e im
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