IN QUESTA RECENSIONE
Il caso Meursault
Bompiani, Milano, 2015
Kamel Daoud
Letterature
Il caso Meursault e il caso Daoud. Chiudere le porte non vuole dire chiudere gli occhi
diSantina Mobiglia
Kamel Daoud, scrittore algerino nato otto anni dopo l'Indipendenza e da vent'anni voce autorevole e graffiante del "Quotidien d'Oran" di cui è stato a lungo anche caporedattore, ha annunciato di chiudere con ogni attività giornalistica dopo le reazioni a un suo articolo sui fatti di capodanno a Colonia: già uscito, senza particolari risonanze, in Italia ("La Repubblica", 10 gennaio 2016), è al momento della sua pubblicazione in Francia che Cologne, lieu de fantasmes ("Le Monde", 31 gennaio 2016) ha suscitato polemiche infuocate. I fantasmi di cui parla, in attesa dell'accertamento dei fatti, sono quelli che l'immagine mediatica prodotta da quella notte gli avrebbero mostrato all'opera innanzitutto nelle teste degli occidentali: da un lato, a destra, la paura delle invasioni sulla base del "binomio barbaro-civilizzato", dall'altro il senso di colpa che porta gli accoglienti a sottovalutare la diversità dell'altro di fronte alla quale,
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