IN QUESTA RECENSIONE
Una bambola di cioccolata
Fandango, Roma, 2026
Amandine Gay
Società
Vedere il cannibale
diAlice Di Giamberardino
C'è una frase, pronunciata da una madre adottiva alla propria figlia nera, che Amandine Gay trasforma nel titolo e nel motore di tutto il libro: “ho sempre voluto avere una bambola di cioccolata”. La cioccolata, si sa, si mangia ed è proprio da questa ovvietà che Gay fa scattare la domanda: chi è il vero cannibale?
Una bambola di cioccolata ribalta la narrazione dominante decostruendo con pazienza e precisione tutti i miti sulle adozioni transnazionali e transrazziali, rintracciandone le origini nel passato coloniale e imperialista dell’Occidente. Come scrive Gay: “Non posso fare a meno di vedere nelle nostre esistenze una delle molteplici conseguenze della storia schiavistica e coloniale francese”. Un libro che non lascia scampo. L&rs
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