L'Indice dei Libri del Mese 2026 n.7
Nel numero dell’“Indice” di luglio-agosto, già online e disponibile per due mesi interi, il Libro del Mese è Cucire universi. Perché le arti minori e femminili non esistono (Einaudi) di Domitilla Dardi, presentato da Anty Pansera, Mariateresa Chirico e Laura Iamurri. Il volume propone una rilettura della storia dell’arte che si intreccia a una riflessione di genere scardinando gerarchie consolidate (da Giorgio Vasari in poi) e perlustrando quel vastissimo territorio delle arti decorative, dal tessile all’oreficeria, che è stato espressione della creatività femminile per secoli. Un approccio in dialogo con quello di Daniela Minerva che in Medicina femminile plurale (Bollati Boringhieri) indaga lo scarso riconoscimento del lavoro delle donne in ambito medico. Mentre Azzurra Tafuro ci consegna Un’altra storia dell’aborto (il Mulino).
Nei Segnali, i consigli di letture estive buone per tutte le stagioni vanno dall’arte all’archeologia passando per il nuoto come disciplina di vita e di pensiero; dal nuovo romanzo familiare di Emmanuel Carrère, Kolchoz (Adelphi), discusso da Luca Bevilacqua con la sua classe di studenti, all’ultima traduzione di versi di García Lorca (Topipittori) firmata da Marta Rota Núñez.
Numerose le interviste: a Filippomaria Pontani, figlio del traduttore della trilogia di romanzi Città alla deriva (Aiora) del greco Stratìs Tsirkas, che attendevamo di poter leggere da decenni; all’inglese Claire Lynch, giunta al suo primo romanzo, Una questione di famiglia (Fazi), al culmine di un percorso già intenso; a Liz Pelly che in Mood Machine. L’ascesa di Spotify e il prezzo della playlist perfetta (Edt) denuncia i raggiri dell’industria musicale che viaggia a suon di click; e al fumettista padovano Miguel Vila che in Deflagrazione (Coconino Press) esplora il caso del cosiddetto “Unabomber italiano”.
Tra le recensioni, anche nuove traduzioni di Kafka (Einaudi) e Voltaire (Elliot), un trittico rivolto a personalità centrali della cultura italiana del Novecento quali Giuseppe Prezzolini (Garzanti), Emilio Cecchi e Leo Spitzer (entrambi per Carocci) e un focus sulla destra religiosa esaminata da Roberto Rusconi (Morcelliana) e Paolo Naso (Claudiana). Oltre agli estratti del vincitore e dei menzionati al Premio Calvino 2026, segnaliamo ancora l’omaggio delle nostre Pagine d’archivio al critico Romano Luperini, scomparso in primavera, e un ricordo di Luisa Ricaldone, che ha scritto per l’“Indice” fino al mese scorso.
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