L'Indice dei Libri del Mese
C’è una parola che ricorre, senza sosta, nel lungo sanguinoso 2025 ed è la parola “guerra”, declinata in forme diverse, utilitaristiche ma anche retoriche al punto da smarrire il suo significato primo. Vogliamo allora recuperare tre racconti, inediti in Italia, di Lev Tolstoj usciti per le cure di Voland, nella traduzione di Leonardo Marcello Pignataro, e dedicati alla battaglia di Sebastopoli, in cui un giovanissimo Tolstoj delinea la sua teoria della “non resistenza al male” come posizione di radicale nonviolenza. Prodotti da una vera e propria esperienza sul campo, i racconti sono anche una riflessione sulle capacità concrete dei soldati semplici di comprendere la disfatta a differenza dei loro ufficiali. Giulia Baselica ne fa una sintesi brillante. E di guerra scrisse anche Ernest Hemingway nel suo celebre A Farewell to Arms. Uscito nel 1929, fu molto presto intercettato da Cesare Pavese che intrecciò amore e professione con Fernanda Pivano a cui chiese di tradurlo. Sulla storia traduttiva di questo romanzo (anche questo in parte autobiografico) e sulle diverse versioni che videro la luce in Italia, fino all’ultima di Silvia Pareschi uscita come festeggiamento per i sessanta anni degli “Oscar Mondadori”, scrive Luca Bufano in un lungo e informato intervento dove si fa il punto di cambi di linguaggio legati alla censura e al costume. E per restare ai classici ne recensiamo almeno altri due, distanti due millenni: la preziosa edizione dell’Eneide di Virgilio, tradotta da Alessandro Fo e riproposta da Einaudi con un apparato iconografico ben selezionato e un saggio di Luca Bianco – si ricordi che nel primo libro Enea stesso si commuove davanti alle raffigurazioni della guerra di Troia nel tempio cartaginese dedicato a Giunone –, presentata da Alessandro Iannucci e Vincenzo Farinella. E poi i Diari di Thomas Mann il cui primo volume edito da Mondadori offre una straordinaria occasione per conoscere il “grande scrittore” alla luce dei suoi rapporti personali, amicali, intellettuali e quotidiani, della sua relazione con il potere, con il fratello concorrente e persino con la digestione e i problemi dentari. Scritti con minuziosa fedeltà registrano soprattutto la consapevolezza di essere immerso in “tempi grami” dove bimbi e animali non possono avere spazio: “c’è da chiedersi” infatti, annota Mann, se adesso “l’Idillio è permesso”. E allora come oggi verrebbe da rispondere di no.
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