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L'Indice dei Libri del Mese

L'Indice dei Libri del Mese 2026 n.11

Il Libro del Mese di novembre è L’occhio fantasma (Einaudi) di Amitav Ghosh, romanzo che trattando di reincarnazioni sfida “la cultura scientifica che ha portato il pianeta a mutare il clima e alla sesta estinzione di massa”. Così scrive Alessandro Vescovi che l’ha recensito insieme all’antropologo esperto di crisi climatiche Mauro Van Aken. E come sottolinea Emilia Perassi nel suo Segnale che prende le mosse da Terricidio. Saggezza ancestrale per un mondo alternativo (Tangerin) di Moira Millán: “C'è una certa presunzione [...] nel nostro continuo ripetere che dobbiamo salvare il pianeta. La Terra, semmai, dovrebbe salvarsi da noi”.

Nel Primo piano dedicato alla Palestina tre contributi analizzano la volontà israeliana di distruggere un territorio per cancellare chi lo abita. Tomà Berlanda recensisce Ungrounding (Rizzoli) di Eyal Weizman evidenziando la dimensione materiale dell’“architettura del genocidio” in atto a Gaza. Nella recensione di Enrico Nicolosi al documentario Naza si interroga la deumanizzazione algoritmica dell'esercito israeliano, che declassa le vittime civili a “danni collaterali”. Infine, Fabiana Piretti presenta Violenza speculativa (Einaudi), il saggio di Donatella Della Ratta che indaga l’anestesia morale di fronte all’orrore assicurata dai dispositivi di propaganda digitale; a celare quanto ormai il “diritto della forza” prevalga “sulla forza del diritto” come scrive Vittorio Emanuele Parsi in Contro gli imperi (Bompiani) recensito da Flavio Brugnoli. Inoltre, tra le recensioni Lorenzo Kamel discute Voi avete creato il nostro esilio. La questione coloniale in Israele e Palestina (Garzanti) di Anna Momigliano.

Nel mese in cui nel 1989 cadde il Muro di Berlino, “L’Indice” si apre con una lunga conversazione tra Anna Chiarloni e Ingo Schulze, uno dei più importanti scrittori di lingua tedesca. Nel suo ultimo romanzo metanarrativo non ancora tradotto, Das Wasser im August (S. Fischer, 2026), si intrecciano la memoria della DDR con l'angoscia per il futuro della Germania e dell’Europa di oggi. Preoccupazioni diverse ma simili a quelle rimesse in scena nel film Fatherland, sul ritorno di Thomas Mann nella sua patria divisa nel 1949, recensito da Francesco Pitassio, mentre Massimiliano De Villa ripercorre gli scritti del figlio Klaus Mann (riediti da Castelvecchi), cronista di una generazione segnata dal crollo dei riferimenti etici tra le due guerre e dall’esilio forzato.

Se l’arte può consolare e far riflettere, Fulvio Cervini ci guida alla mostra Broken. Il potere del frammento (Palazzo Strozzi fino al 24 gennaio), esposizione di vestigia vere e artefatte che ci ricordano come “i morti diventano invisibili, ma senza per questo essere assenti”. Alessandro Del Puppo celebra invece il doppio talento di pittori che scrivono e scrittori che dipingono.

Anche le nostre Pagine d’archivio sono dedicate questo mese a Ghosh: vi riproponiamo un intervento dello scrittore stesso, un’intervista che gli fece Carmen Concilio e una recensione di Claudio Gorlier a Il cromosoma Calcutta.

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