Gennaio 2012

LIBRO DEL MESE: Portinaro, come fare i conti con il passato
PRIMO PIANO: Vila-Matas, l’opera, l’ultimo libro e un inedito
Progressi e ritardi da Libero GRASSI a Ivan LO BELLO, di Nando DALLA CHIESA
SCRITTORI: Bajani, Milone, Di Paolo, Tarabbia, Sortino, Armanino
Twixt di Francis Ford Coppola
Gennaio 2012
Francis Ford Coppola, Twixt, con Val Kilmer, Elle Fanning, Bruce Dern, Stati Uniti 2011
Recitar cantando, 48
Gennaio 2012
di Vittorio Coletti
Sarebbe bello sapere perché il teatro musicale, che pure vive quasi tutto di repertorio e quasi non produce cose nuove (all’opposto di quello che faceva nel Sette-Ottocento), è molto più in salute di quello di prosa, che pure presenta (credo) un rapporto più equilibrato fra riproposte e novità. Forse perché nel primo i registi hanno maggiore spazio per la loro fantasia? O perché la musica si giova della ripetizione come se fosse un pregio non inferiore all’invenzione? Non so rispondere. Ma noto che il teatro cantato si presta a una pluralità di esecuzioni che quello di prosa ammette con più difficoltà e che oggi comunque non pratica. Mi spiego con due esempi. L’opera lirica deve essere rappresentata, cioè messa in scena: è la sua destinazione naturale. Ma oggi la rappresentazione scenica è spesso anche filmata e riproposta non solo in pratici dvd d’uso domestico, ma anche su grande schermo, con regie impeccabili, specializzatissime, e buona resa del suono. Sono sempre più numerose le sale cinematografiche che, collegandosi a questo o a quel circuito dedicato, proiettano opere, in differita o anche, come accade il fatidico 7 dicembre dalla Scala, in diretta.
Il paradigma Trainspotting
Gennaio 2012
Droghe: il mito dell’eroe tossico e la prassi del consumo controllato
di Mario Cedrini e Luca Borello
Droga e letteratura, droga e scienze sociali, droga e società: con questo post inauguriamo sul blog, come scritto sull'Indice di carta di questo mese, un cantiere aperto sulla droga, aperto cioè ai contributi (riflessioni, proposte di analisi) di lettori e cittadini disposti a trattare il tema della droga senza pregiudizi e senza idee precostituite. Un cantiere nel quale si ragioni sul consumo di sostanze stupefacenti (legali e illegali) e sulla sua natura sociale, a partire dalla letteratura e dalla saggistica sulle sostanze e le dipendenze.
Due contributi hanno recentemente arricchito una letteratura, quella sulla droga, che non sempre è stata all’altezza delle aspettative. Il romanzo di Antonella Lattanzi, Devozione (pp. 372, € 18,50, Einaudi, Torino 2010 Ordina da IBS Italia), e la testimonianza di Bill Clegg, Ritratto di un tossico da giovane (ed. orig. 2010, trad. dall’inglese di Giovanna Granato, pp. 205, € 17,50, Einaudi, Torino 2011 Ordina da IBS Italia), sono destinati, al contrario, per motivi in parte diversi – comuni sono però quelli della vivacità stilistica e in generale dell’elevata qualità della prosa – a divenire dei classici. Difficile, e forse ormai superfluo, tentare una recensione originale di Devozione: saremmo d’altronde colpevolmente in ritardo, tanto più che la stessa autrice si è legittimamente conquistata – a partire da un vero e proprio studio del fenomeno “sul campo”, per così dire – un’autorevolezza che le consente di ritornare pubblicamente sul grande tema della dipendenza.












