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Documento d’una civiltà

Di mc

Bernardo Valli, La verità del momento. Reportages 1956-2014, a cura di Franco Contorbia, pp. 1052, € 35, Mondadori, Milano 2014

Immagino che sia una scelta approvata da lui stesso, la foto di copertina, con quel bel volto antico di Valli segnato – parrebbe – dagli scavi interni delle sue tante letture raminghe più che da questa sua straordinaria vita distesa nelle pieghe del tempo. E mi piace pensarlo, a me come a tutti coloro che da sempre lo conoscono, perché Bernardo è egli stesso come una storia aperta, che si racconta pianamente, con una consapevolezza che mai ha bisogno delle compiacenze cui i protagonisti del mondo mediale si piegano con resistenze flebili.

Questo libro immenso, mille pagine che hanno l’intensità d’una “recherche” tuttora in corso, non ricompone soltanto un affascinante atlante storico delle vite, e delle lotte, e delle speranze deluse, dei popoli del nostro mondo in un tempo lungo quanto cinque generazioni, ma è anche la sorprendente narrazione d’un impegno costante a capire la ragione dei fatti prima ancora, forse, della loro stessa identità. E dico “sorprendente” perché apparirebbe naturale, ovvio, che la solidità di quell’impegno debba essere – alla pari che per molti ­– l’ombra visibile di una costruzione progressiva, un’evoluzione quasi darwiniana della lettura della realtà, e non invece, come si vede fin dai primi lavori d’inviato sul campo, una categoria che innerva l’identità d’ogni suo reportage.

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Sopra eroi e tombe

Anna Ferrari

Lorenzo Braccesi, Alessandro il Grande. La storia, il mito e le eredità culturali, Edises, Napoli 2014, pagine 76, euro 9,80

A margine dell’agile volumetto di Lorenzo Braccesi dedicato ad Alessandro Magno, ultimo frutto in ordine di tempo di una straordinaria produzione internazionale di studi sull’eroe, nonché meritevole opera di divulgazione scientifica da parte del suo autore, vorrei dedicare qualche considerazione al tema della sepoltura del Macedone, ritornata prepotentemente alla ribalta recentemente.

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Se una notte d’inverno un curatore

Giorgio Biferali per Lib(e)ro transito

La terra della prosa. Narratori italiani degli anni zero (1999-2014), a cura di Andrea Cortellessa, pp. 896, € 30, L’Orma, Roma 2014

Esistono due categorie di lettori: i lettori forti e i lettori deboli. Oppure no.

Esistono due categorie di lettori: quelli che comprano molti libri, forse troppi, in maniera compulsiva, e poi ne leggono meno della metà ma rimangono comunque felici di aver trovato, ancora una volta, un oggetto da acquistare; e quelli che ne comprano pochi, forse tre o quattro l’anno, e li divorano tutti, specialmente d’estate o soprattutto d’inverno, arrivando a leggere una quantità di libri pari a quella dei lettori che ne comprano molti. Oppure no.

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L'illustratore del mese: Guido Pigni

Le immagini di questo numero sono di Guido Pigni che ringraziamo per la gentile concessione.

Il portfolio qui presentato comprende una selezione di acquarelli di piccolo e grande formato, realizzati tra il 1993 e il 2014.

Guido Pigni è nato ad Asmara nel 1969 e vive a Milano. Autodidatta, dopo aver lavorato per molti anni come illustratore in campo editoriale, oggi si dedica quasi esclusivamente alla scultura e all’incisione. Nell’ambito di quest’ultima disciplina, nel 2010 ha creato Pig Prints, un progetto divulgativo e una galleria online che propone edizioni di acqueforti a tiratura limitata realizzate insieme ai più importanti disegnatori contemporanei. A partire dal 1990 le sue opere sono state esposte in numerose mostre collettive e personali in Italia, Francia, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti e Australia.

www.guidopigni.com

Troppa fede nell’eccesso

Di Cristina Jandelli

Il giovane favoloso di Mario Martone

con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco e Isabella Ragonese, Italia 2014

Abitualmente il cinema italiano viene accusato per mancanza di ambizioni, tacciato di pressoché cronica incapacità di osare. A Mario Martone, dopo un film sul Risorgimento e uno su Leopardi non si può certo rimproverare di volare basso. Ma qualcosa si può sempre trovare. Di essersi fatto prendere la mano dall’occasione celebrativa per Noi credevamo, ad esempio, e per Il giovane favoloso di fare un cinema didascalico buono per essere proiettato in classe dalle professoresse democratiche (lo si scrive in un blog). E se fosse soltanto al lavoro, oltre allo sfarzo immaginifico viscontiano, l’eredità della pedagogia di Rossellini? Del resto in Italia la svolta didattica rosselliniana non è mai stata compresa. Come a Martone non viene perdonato di uscire dal teatro: per celebrare Leopardi non bastava un bello spettacolo sulle Operette morali?

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Il lettore nell’ecosistema

Di Nicola Prinetti

Se si prende alla lettera il titolo di Come finisce il libro (Contro la falsa democrazia dell’editoria digitale, pp. 207, € 10, Minimum Fax, Roma 2014) e si apre l’ultima pagina per controllare “come finisce questo libro”, si può accedere a una chiave di lettura importante non soltanto per affrontare il saggio di Alessandro Gazoia, ma anche per interpretare il lungo dibattito tra gli scettici e gli entusiasti dei libri digitali. Nell’ultimo paragrafo, infatti, l’autore conferma le sue critiche al colosso digitale Amazon, esposte a più riprese nel testo, ma ammette che il suo libro è acquistabile su quel sito, sia in versione cartacea, sia in versione digitale. Un autore, quindi, per quanto dissenta dalle politiche del negozio online più grande del mondo, per quanto ne disapprovi i metodi aggressivi verso gli editori e ne denunci la tendenza a spiare e accerchiare i clienti lettori, se vuol essere letto, non può fare a meno di Amazon (proprio per questo, rassicuriamoci: Amazon non causerà la fine del libro. Non le conviene).

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