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Carissimi,

siamo partiti con la nostra prima campagna di crowdfunding: Grandi autori per grandi lettori – L’indice arriva sul web

Abbiamo intervistato, telefonato, parlato, spiegato, raccontato, scritto, immaginato…

Abbiamo costruito un progetto che è un sogno, il sogno dell’Indice dei libri del mese e di tutti quelli che da oltre trent’anni vi lavorano con grande passione e professionalità  e che ora vogliono dargli ali salde per volare nel futuro,con forti radici che lo ancorano al passato.

Per questo abbiamo bisogno di tutti voi!

Andate al sito per scoprire i dettagli della Campagna

http://www.innamoratidellacultura.it/campaigns/grandi-autori-per-grandi-lettori-lindice-arriva-web/

Qui potrete versare un contributo tramite paypal o carta di credito

Oppure potrete faredirettamente  un bonifico bancariosul c/c intestato a FAHRENHEIT 452 - IBAN IT 15C 06906 01090 000000002600
con causale di pagamento Campagna Indice dei libri del mese"

Chi donerà con un bonifico potrà inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per indicare il proprio indirizzo e il numero di cellulare così che si possa inviare la ricompensa.

 

Il manierismo del tutto

Di Lorenzo Marchese

Antonio Moresco, Gli increati, pp. 1013, € 30, Mondadori, Milano 2015

Gli increati chiude una trilogia avviata con Gli esordi, 1998, e Canti del caos, 2009: l’etichetta editoriale di “romanzo” ne rispecchia solo in piccola parte la natura. Non combacia con il terreno del romanzo, per come siamo avvezzi a concepirlo, il coinvolgimento totale di una narrazione che procede a ritroso per enti indiscernibili dell’universo fino allo stadio primordiale dell’”increato”. Forse Gli increati cerca di riposizionarsi come epos filosofico e drammatizzato intorno a una cosmologia? Viene più facile propendere per questa ipotesi se si ripercorre dall’alto il libro: un’operazione che non ne restituisce un’immagine esauriente, ma che pure appare necessaria per descriverlo. Anzi, proprio il carattere di Gli increati come esplicito compimento del percorso biografico e creativo di Moresco, paradossalmente, incoraggia tentativi di sintesi e di disambiguazione; e credo che la sua coesa struttura ciclica, la sua ripetitività esasperata e l’ossessivo ricorso ad alcune formule-chiave concorrano in tale direzione.

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La libertà di morire

Di Telmo Pievani

Giuseppe Remuzzi, La scelta. Perché è importante decidere come vorremmo morire, pp. 179, € 16, Sperling & Kupfer, Milano 2015

Al terzo piano dell’ospedale del Rhode Island a Providence, fra gli anziani malati di Alzheimer, si aggira un gatto di nome Oscar. Adottato qualche anno fa dallo Steere House Nursing Center, gironzola pigramente come molti gatti che non hanno da procurarsi il cibo, ma ha sviluppato nel tempo una dote speciale. Di tanto in tanto entra in una camera e si accuccia dolcemente vicino a chi sta per morire. È già successo venticinque volte e non ne ha sbagliata una: gli infermieri osservano Oscar e sanno che devono chiamare i parenti. Quando il commiato è avvenuto, torna alle sue ciotole. Oscar accompagna i morituri. Non vuole che se ne vadano da soli.

La storia di Oscar the Cat è narrata nell’articolo più letto degli ultimi cinque anni sul “New England Journal of Medicine”. Oscar è attento a quel momento di suprema fragilità in cui le forze vengono a mancare e il respiro si interrompe. Dinnanzi a quella soglia irreversibile, scrive Giuseppe Remuzzi in La scelta, noi tutti abbiamo diritti fondamentali che non sempre, anzi vieppiù raramente, vengono rispettati. Morire con dignità e soffrendo il meno possibile, non necessariamente intubati in una corsia d’ospedale. Morire circondati dall’affetto dei propri cari, guardando un paesaggio familiare e amato, non un monitor e un sondino. Ma soprattutto, morire decidendo liberamente come farlo, ciascuno nel rispetto della propria storia e dei propri convincimenti.

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Giovani democratici crescono

Disobbedienza civile e non violenza nelle strade di Hong Kong

Intervista a Benny Tai di Santina Mobiglia

Benny Yiu-ting Tai, costituzionalista, insegna alla Hong Kong University, ed è stato uno dei protagonisti del movimento per la democrazia che ha occupato le strade di Hong Kong nell’autunno scorso. Lo abbiamo incontrato a Torino, in occasione della sua presenza a Biennale Democrazia il 29 marzo 2015.

Dal 1997, l’ex colonia britannica di Hong Kong è tornata sotto la sovranità della Cina, con uno statuto speciale che garantisce ampie autonomie in nome del principio “un paese, due sistemi”, oggetto però di interpretazioni diverse. La vasta mobilitazione recente, la cosiddetta Umbrella revolution, ha posto con forza la questione di una piena democrazia nell’autogoverno locale. Quali sono i principali punti della controversia con Pechino?

La versione cinese di “un paese, due sistemi” pone sempre “un paese” come premessa ai “due sistemi”. A Hong Kong, in quanto regione amministrativa speciale, è concessa una pratica dell’autonomia ma a condizione che non danneggi o minacci gli interessi delle autorità centrali, che di fatto sono anche quelli del Partito comunista cinese. E il Pcc ha una sua idea della democrazia, che è quella del centralismo democratico o della democrazia con caratteristiche cinesi. In breve, si possono fare le elezioni, ma le alte autorità devono sapere i risultati prima che si contino i voti.

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La folgorante bellezza di rileggere Gianni Brera

Darwin Pastorin

Una selezione dei suoi scritti, tra abatini, Sturm und Drang e catenaccio

Tutti quanti noi, al tempo in cui eravamo aspiranti cronisti sportivi, tentammo, nelle nostre prime e pallide prose, di imitare Gianni Brera, il giornalista che trasformò, da un punto di vista filologico e narrativo, il resoconto, soprattutto, calcistico. Ci affascinavano, alla pari delle rovesciate di Anastasi, del sinistro folgorante di Gigi Riva e dei colpi di testa in tuffo di Pascutti, i suoi neologismi, il suo divagare tra pallone, cibo, memorie d'infanzia e traguardi in salita, quel saper mettere insieme, per il nostro stupore, Leopardi e Pelé, lo "Sturm und Drang" e il catenaccio, Hemingway con Rivera e Fitzgerald con Mazzola.

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Crowdfunding de l’Indice su Innamorati della Cultura



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