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Di quanta violenza abbiamo bisogno?

Francescomaria Tedesco

La violenza, l'agire efficace, e la modernità squarciata

Luisa Muraro, Dio è violent, pp. 75, € 6, Nottetempo, Roma 2012

Il caso recentissimo di Luigi Preiti, l'uomo che ha sparato diversi colpi di pistola contro dei carabinieri ferendone due il giorno del giuramento del governo Letta, ha rinfocolato la mai spenta polemica sulla cosiddetta 'violenza politica'. Come sempre, gli interventi si sono affastellati tanto da far scrivere a Michele Serra nella sua 'Amaca' del 30 aprile che in questi casi

C’è la destra che accusa il movimento di turno di avere attizzato la violenza; il movimento di turno che controaccusa chi lo accusa di essere il vero responsabile della violenza, perché ha chiuso occhi e orecchie di fronte al disagio sociale; l’intellettuale pompiere che biasima il ribellismo, perché accende gli animi; e l’intellettuale dolente che biasima il conformismo, perché comprime la dialettica politica fino a farla esplodere. Ognuno è dentro il proprio ruolo, immobile nei secoli, e le parole di buon senso raramente raggiungono i decibel necessari.

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L'ultima canzone disincantata di Carvalho

Simone Cattaneo

Manuel Vázquez Montalbán, La bella di Buenos Aires, ed. orig. 1997, trad. dallo spagnolo di Hado Lyria, pp. 156, € 10, Feltrinelli, Milano 2013

Il cadavere di una mendicante viene ritrovato in un tunnel della metropolitana, a pochi passi dal centro di Barcellona, ma quella che a prima vista sembrerebbe una lite tra vagabondi degenerata in omicidio nasconde risvolti inquietanti, perché il corpo della vittima, sfigurato dalla pinguedine e dalla sporcizia, appartiene a Helga Muchnik, una donna che in gioventù era stata un’avvenente e disinibita ragazza bonaerense con il sogno di diventare la nuova Emmanuelle, desiderio però infranto da misteriose circostanze che a fine anni settanta l’avevano costretta a fuggire in Spagna, dove era stata messa a dura prova dalla vita. Nel 1997, sullo sfondo di una nazione in balia del centrodestra di José María Aznar e alle prese con i fantasmi di un passato oltreoceano con cui si cercava di fare i conti grazie al giudice Baltasar Garzón (intenzionato a trascinare in tribunale i responsabili di torture e uccisioni di cittadini spagnoli nel periodo della dittatura argentina, dal 1976 al 1983), il detective Pepe Carvalho, affiancato dall’inseparabile Biscuter, si addentra nei bassifondi e tra i corridoi labirintici di un potere disposto a tutto pur di proteggere se stesso e i suoi adepti.

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Dall’invidia all’indignazione

Dimitri D’Andrea

Gabriella Turnaturi, Vergogna. Metamorfosi di un'emozione, pp. 187, € 18, Feltrinelli, Milano 2012

Una delle questioni cruciali per comprendere le prospettive – anche politiche – delle società occidentali contemporanee riguarda la messa a fuoco dei tratti costitutivi delle soggettività che le abitano. La strada scelta da Gabriella Turnaturi è quella di affrontare la questione attraverso un’analisi della fisionomia e del destino della vergogna nelle società contemporanee condotta all’insegna di un’impostazione generale che enfatizza, da una parte, il carattere storicamente condizionato della presenza e della fenomenologia delle emozioni, dall’altra la collocazione di ogni emozione all’interno di una stringa emotiva, di una costellazione costituita da una serie di emozioni e passioni che possono dipendere le une dalle altre o costituire reazioni differenti ad una identica esperienza.

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Babele: Indice

Bruno Bongiovanni

Indice, s. m. “Poi coll’indice destro, lieve lieve/Sopra gli occhi scorrendo, indi dilegua/Quel che riman della Cimmeria nebbia;/E de’ labbri formando un picciol arco,/Dolce a vedersi, tacito sbadiglia”. È questo il risveglio del giovin signore ne Il Giorno di Parini.

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Per conoscere il West

Gianni Rondolino

Carlo Gaberscek, Nel West di John Ford, pp. 440, € 28, Lithostampa, Pasian di Prato (Ud) 2012

Nel 1994 Carlo Gaberscek aveva scritto un libro, interessante e ricco di dati, dedicato ai film western di John Ford intitolato Il West di John Ford. Oggi, a distanza di quasi vent’anni, lo riprende, lo modifica e l’arricchisce di molte pagine e di moltissime fotografie. Si tratta di un’opera per molti aspetti del tutto nuova e originale, la quale, per chi ama il cinema western e ovviamente i film di Ford, è un ricchissimo strumento di indagine tecnica ed estetica, di informazioni storiche e personali e di visione affascinante dei luoghi in cui alcune bellissime opere fordiane sono state realizzate. Oltre a presentare i film di Ford realizzati nel West degli Stati Uniti, il volume contiene molte fotografie su quella che è detta L’eredità di John Ford a Monument Valley e Moab (Utah), e un’ampia bibliografia sia dei libri su Ford e sul West, sia dei saggi e degli scritti di Gaberscek o su di lui.

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