Antropologia
"Le mie mani, liane intuitive". Frantz Fanon, a cento anni dalla nascita
diRoberto Beneduce
Luglio 1925, Martinica, a Fort-de-France nasce Frantz Fanon. Il secolo appena trascorso è stato sommerso dal sangue e dal dolore: il nazifascismo e la seconda guerra mondiale, con la loro vertigine di follia (le immagini dei campi, e della morte nucleare di Hiroshima e Nagasaki); le atrocità compiute dalla Francia in Indocina e nella guerra d’Algeria, dagli americani in Vietnam e Afghanistan, dai russi in Cecenia. Oggi Gaza riassume con cupa monotonia il ritmo di morte che lo stato-nazione ci ha reso familiare: tecnologie della sorveglianza, deportazioni e demolizioni, ossessione demografica, aleatorietà dei diritti di cittadinanza, razzismo di stato. I cento anni dalla nascita di Fanon vedono il governo israeliano come l’esempio più ripugnante di una modernità letale che, in nome degli interessi nazionali, perpetua nella più assoluta impunità torture, amputazioni,
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