Verde & Oriani – Tutta la vita dietro un dito | Premio Calvino

Eroi gentili

di Eva Allione

Verde & Oriani
TUTTA LA VITA DIETRO UN DITO
pp. 306, € 14,90,
Salani, Milano  2019

In principio è un duetto madre/figlio. La muta goffaggine di Sebastiano – ventidue anni, ex-studente di psicologia a Torino, ora addetto alle fotocopie, migliori amici quattro stampanti – dialoga con l’imbarazzata solitudine della signora Dutto, che dal paese di Felizzano segue l’allontanamento del figlio di cui non sa nulla, nemmeno che detesta le lasagne che lei si ostina a preparargli. Piano piano, in sordina, si inseriscono altri silenzi: quello timido di Irene, la giovane operatrice sanitaria impiegata nella casa di riposo per anziani che Sebastiano occasionalmente frequenta; quello obbligato di Cristoforo, ospite della struttura che le parole le ha perse per sempre, insieme alla memoria; e quello di Savio, Ivan, Fiorella, Catia e Angelo, le persone che risponderanno all’invito quando Sebastiano, pur di sentir squillare il cellulare, s’inventerà un fratello gemello scomparso e tappezzerà la città di volantini con la sua faccia. Ci sarebbe già un romanzo compiuto, ma Tutta la vita dietro un dito non si accontenta di mostrarci una sola metà del mondo, vuole abbracciare l’intero. Ecco allora che al tacito coro si uniscono “gli altri”: quelli che agli occhi di Sebastiano e Irene hanno una vita perfetta, vale a dire una miriade di amici, un ragazzo o cinquemila follower; e che invece, a guardarli meglio, sono uguali a noi. In una Torino, anzi, in un mondo da cui sembra levarsi un silenzio assordante, i personaggi sono eroi gentili che si muovono come i protagonisti del brano jazz che il vecchio Cristoforo ascolta a ripetizione sul suo mangianastri: disgraziati e poveri in canna, si stampano un sorriso sulle labbra e non perdono tempo a compatirsi o a lamentarsi, perché sanno che basta un istante – un vestito nuovo, una telefonata – per sentirsi di colpo felici.

Sospinti da una scrittura accorta e misurata, che alla cupezza del drammatico preferisce un’ironia leggera, i lettori passano dall’orlo del pianto al sorriso, dalla speranza al tuffo al cuore, talvolta nel corso della stessa pagina. È il miracolo di Verde & Oriani, che in questo esordio di notevole freschezza intrecciano le (sotto)voci di un ragazzo emarginato, di una vedova delusa, di una ragazza troppo altruista e dei tanti anziani lasciati a se stessi che abitano le case di riposo, per dirci che in fondo siamo tutti soli… e dunque, forse, non lo è nessuno.