Maurizio Assalto – Delitti così

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Nella prigione dell’orrore quotidiano, con ironia

di Mirella Serri

dallo Speciale Estate 2017

Maurizio Assalto
DELITTI COSÌ
pp. 100, € 12
L’Erudita, Roma 2017
disponibile su IBS

Maurizio Assalto - Delitti cosiSono proprio dei pecoroni quei pedoni che passano con il rosso, sono donne con le borse della spesa, studenti con gli zaini e i cellulari in mano… Tutti considerano questa violazione delle regole “una specie di usucapione, un diritto acquisito”. Bisognerebbe eliminarli dalla circolazione, pensa l’automobilista irritato. E l’impulso sconsiderato si trasforma in azione, il conducente preme sull’acceleratore. Bisogna far fuori chi intralcia il traffico: ne è convinta anche una mamma che va a prendere il pargoletto a scuola e spiega al figlio come sarebbe utile e anche divertente asfaltare chi rallenta il percorso. Il camion dei rifiuti è il mezzo con cui un fidanzato si libera di una partner noiosa. Il proprietario di una nuova macchina ha preso a bordo un’autostoppista: decide di ucciderla infastidito dall’afrore disgustoso della sua non curata persona. Non sono solo le automobili – la nostra seconda casa itinerante – gli strumenti per fare stragi o assassinii. C’è anche un violino che, calato con forza, fa stramazzare al suolo la giovane donna che infastidisce il vicino di casa con i suoi esercizi musicali. E c’è anche chi, con una spintarella, fa rotolare un ciclista su una strada bagnata. Sono bellissimi questi assurdi, illogici e pazzeschi Delitti così di Maurizio Assalto, composti da venticinque fulminanti racconti. Assalto ha esordito con il romanzo breve Se verrà domani (Cairo editore), in cui la vicenda del risveglio di un paziente dal coma profondo era animata da un tocco di visionarietà e di assurdo. Ma in Delitti così l’ironia raggiunge il suo acme.

Lapidaria essenzialità

Nella loro lapidaria essenzialità le short stories di Assalto ci portano in un mondo alla Alfred Hitchcock, il quale sosteneva che le “mie storie riportano il crimine in casa, dove esso risiede”. Assalto procede in direzione contraria e conduce il crimine fuori delle pareti domestiche, lo porta in mezzo al traffico, in mezzo allo scorrere della vita quotidiana. Là dove, per esempio, non ci si aspetta il gesto inconsulto di una guardia giurata che, pur di far tacere due automobilisti che litigano, spara a entrambi. Lo scrittore porta il delitto al ristorante dove un singolare attentatore fa esplodere una borsa piena di dinamite sotto al tavolo di avventori nostalgici del fascismo. E lo conduce al bar, dove un cliente uccide il cameriere che gli vuole far pagare un bicchier d’acqua minerale, poi di nuovo in trattoria dove una signora, che fa un uso sconsiderato dello stuzzicadenti, viene infilzata con lo spiedo con cui è stata cotta la carne.

Nell’introduzione alla raccolta Assalto ci spiega che la sua fonte ispiratrice sono stati i Crímenes ejemplares di Max Aub del 1960 e che: “Senza quel libro questo non sarebbe mai nato”. Cita anche Jorge Luis Borges, che nella dedica alla silloge poetica Fervor de Buenos Aires “anticipava l’idea di una Biblioteca di Babele in cui tutto è già scritto da sempre e i ruoli di autore e lettore sono reversibili e intercambiabili”.
In realtà questa raccolta di Assalto esplora un universo estremamente nuovo. L’impulso di uccidere in altre epoche incarnava la rivolta del singolo contro le ingiustizie e André Breton scriveva: “L’azione surrealista più semplice consiste, rivoltella in pugno, nell’uscire in strada e sparare a caso, finché si può, tra la folla”. Anche Assalto costruisce mondi paranoici che incarnano i nostri desideri più reconditi e le nostre difficoltà di comunicare, il bisogno di sentirci accettati. Ma va oltre una visione novecentesca del crimine come estremo gesto di libertà. Oggi l’assassinio delirante e sorprendente ha preso la forma del terrorismo diffuso a livello globale. Il gesto gratuito esaltato da Breton acquista un nuovo e più prepotente significato nell’opera dello scrittore torinese. I racconti descrivono il senso di pericolo, di possibilità di un agguato da parte di un assassino folle e imprevedibile. Il narratore ci porta con humour noir nella prigione dell’orrore quotidiano in cui viviamo e in cui forse continueremo a vivere per ancora tanti anni.

M Serri è scrittrice

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