André Aciman – Cercami

recensione di Sandra Reberschak

André Aciman
CERCAMI
trad. dall’inglese di Valeria Bastia

pp. 278, € 18,                                                                                         
Guanda, Milano 2019     

Cercami, una storia d’amore, sequel a distanza di vent’anni anni di Chiamami col tuo nome, è un racconto in tre momenti. Nel primo protagonista è Samuel, padre di Elio, in viaggio per Roma, dove il figlio, pianista  ormai affermato, darà un concerto. Un incontro casuale sul treno con una giovane un po’ hippy, Miranda, farà nascere tra i due una forte attrazione. Il secondo  si svolge a Parigi, dove Elio si è stabilito e ha una relazione con un uomo più grande di lui, che lo riporta al ricordo del primo amore, l’unico vero, Oliver.  E’ quest’ultimo, trait d’union per eccellenza ma non unico del sequel, il protagonista del terzo momento: professore affermato a New York, con famiglia e attorniato da quella domesticità che uccide l’amore, sta per lasciare l’incarico ed assumerne uno in Italia, onde tornare ai luoghi del passato e cercare di ritrovarvi (Find me, recita il titolo originale) il primo, unico amore, Elio. Il non finito è d’obbligo, la consuetudine usura. Cercami non è la traduzione letterale dall’inglese, lo è ‘quasi’, ‘almost’, interlocuzione cara ad Aciman, per il quale «l’approssimazione è l’unico modo possibile di tradurre il ricordo nella scrittura, per recuperare il tempo perduto».

Specialista di Proust, Aciman insegna Letteratura comparata alla City University di New York.  E non potrebbe essere diversamente da quando, dopo la cacciata dalla natia Alessandria d’Egitto appena quindicenne, visse molti anni nomade per l’Europa, prima dell’attuale approdo, stabile ma segnato sempre dal cosmopolitismo di viaggi e lingue, oltre che di molta scrittura con storie d’amore ‘diverso’. Di nostalgia, di rimpianto si nutre appunto il primo amore, interrotto e non destinato a spegnersi nella domesticità. A tenerlo vivo è il ricordo coltivato con l’arte, e non solo quella letteraria, amplificata nei suoi nobili motivi da un sapiente marketing, visto che Cercami è stato scritto, e pubblicato in contemporanea in tutto il mondo, un anno appena dopo il successo da Oscar del film omonimo di Luca  Guadagnino e James Ivory (v. L’Indice, marzo 2018 ).