John P. Marquand – Il Rispettabile Signor H.M. Pulham

In fondo, la felicità

recensione di Michele Prencipe

John P. Marquand
IL RISPETTABILE SIGNOR H.M. PULHAM 
ed.orig. 1941, trad. dall’inglese di Leonardo Bardoni
pp.372, € 19,50
Castelvecchi, Roma, 2015

John P. Marquand è stato paragonato da molti a Francis. Scott Fiztgerald e il Washington Post lo definisce l’anello di congiunzione tra Edith Wharton e John Cheever. Meno conosciuto in Italia, Castelvecchi ne ripropone un romanzo del 1941, Il rispettabile signor H.M. Pulham, da cui King Vidor trasse un film nello stesso anno.

Il rispettabile signor H.M. Pulham

Il rispettabile signor H.M. Pulham

Non è la prima volta che un lavoro di Marquand finisce sul grande schermo: era già successo con la fortunata serie di romanzi gialli dedicata a Mr. Moto, investigatore giapponese, che ispirò ben otto pellicole. Nel 1938 Marquand vince il premio Pulitzer con The Late George Apley.
In H.M. Pulham (titolo originale del romanzo), come in molti dei suoi lavori, lo scrittore americano osserva l’alta società del New England per indagarne le dinamiche e le contraddizioni. Molta dell’esperienza personale di Marquand confluisce nelle pagine di questo libro: come lui, anche Harry Moulton Pulham ha frequentato Harvard e preso parte alla prima guerra mondiale. Vive a Boston con sua moglie Kay e i due figli adolescenti, ha un lavoro gratificante e una bella casa, la loro vita prosegue come quella di ogni altra famiglia aristocratica della zona. Ma l’improvvisa chiamata di Marvin Myles riaccende tutti i suoi dubbi: c’è stato un tempo lontano, subito dopo la guerra, in cui Harry ha creduto di poter vivere una vita diversa. Il trasferimento a New York, l’impiego in un’agenzia pubblicitaria, l’incontro con Marvin Myles, il suo primo grande amore. Dopo anni di silenzio, Marvin chiede di incontrarlo e Harry si prepara a quest’incontro fatale, consapevole dei propri desideri repressi, dell’insoddisfazione che per anni ha celato sotto una patina di gretta rispettabilità, delle perplessità sulla propria relazione coniugale.
Con Il rispettabile signor H.M. Pulham, Marquand compie un’indagine quanto mai precisa e puntuale di una relazione di coppia alla deriva, sullo sfondo di un ambiente sociale fasullo e coercitivo. Per farlo, utilizza una prosa elegante e ponderata dal tono brillante che, a tratti, rivela una pungente ironia. In questo romanzo Marquand esibisce tutta la propria destrezza: il racconto procede pacato e tuttavia inesorabile. Il lettore segue Harry nelle magistrali conversazioni con Kay, nel fiume dei suoi frizzanti ricordi e, infine, verso l’incontro che potrebbe cambiare la sua esistenza, portandolo a domandarsi cosa siano, in fondo, l’amore e la felicità.