BookBlock, una collana di resistenza culturale

0

di Aurora Saldi

«Saggi brevi – adatti anche a chi non è “addetto ai lavori” o non ha una formazione pregressa sul tema –, piccoli strumenti di autodifesa culturale che serviranno a introdurre argomenti e temi chiave del mondo in cui viviamo»: così Eris Edizioni presentava, un anno fa, la nuova collana di saggistica BookBlock, curata da Rachele Cinerari.  La pubblicazione dei primi tre volumi è arrivata proprio alla vigilia della pandemia, un segmento spazio-temporale buio e schiacciante in cui aprire spiragli di collettività e dotarsi di strumenti di autodifesa si sarebbe rivelato più che mai urgente. Oggi BookBlock conta nove saggi, ciascuno dei quali è lungo appena una sessantina di pagine, pensati sotto il segno comune dell’accessibilità, che tuttavia in nessun caso si traduce in semplificazione.

Ad inaugurare la collana è stata l’attivista femminista pro-sex e traduttrice torinese Valentine aka Fluida Wolf con Post porno. Corpi liberi di sperimentare per sovvertire gli immaginari sessuali. È un volume prezioso che parte dall’esperienza personale dell’autrice e racconta un viaggio oltre i tabù e le paure, che libera i desideri e le scelte. Nella ricognizione del panorama post-porno e del porno queer/femminista che svolge Valentine emerge la politicità dei corpi, del piacere e degli immaginari erotici e la volontà di «disimparare e risvegliare quelle conoscenze più vere e profonde, non indotte, realmente nostre e mai finite». Il tema del corpo politico e delle soggettività marginalizzate è al centro anche di un altro volume della collana, La mostruositrans. Per un’alleanza transfemminista fra le creature mostre, di Filomena Filo Sottile, «punkastorie, anarkekka, indecorosa» (come si definisce sul suo sito). Punta di diamante dell’intera collana, La mostruositrans riesce davvero a disegnare immaginari inediti con una grande potenza evocativa. Verso la fine del libro Filo Sottile scrive una frase capace di riconnettere in poche righe prospettive e storie di lotta apparentemente distanti tra loro: «Riconoscerci creature mostre significa invece scoperchiare il vaso di Pandora, togliere il mantello dell’invisibilità alle molteplici oppressioni di cui siamo oggetto, battere la strada dell’autodeterminazione e dell’autorganizzazione. Puntare a ciò che ci dicono impossibile». Dentro e intorno a queste parole si raccoglie tutto il senso della militanza transfemminista, delle lotte intersezionali, dell’attivismo No Tav per cui Filo Sottile milita, della potenza dei soggetti esclusi che riprendono parola, del margine come istanza politica. In questo saggio, intessuto di riletture e di nuove mitopoiesi, è leggibile per estensione tutto il progetto di BookBlock: oggetti e corpi che assumono una postura di conflitto con la loro sola permanenza nello spazio fisico.

 

Corpi carichi di istanze politiche e soggettività sulla frontiera – anche in senso letterale – sono centrali in Bosnia: l’ultima frontiera. Racconti dalla rotta balcanica, a cura di Gabriele Proglio. È un volume a più voci, che quindi riesce a restituire una molteplicità di prospettive sul tema delle persone migranti che provano ad accedere all’Europa tramite la rotta balcanica. Nelle pagine di questo saggio, scevre da ogni retorica e paternalismo, c’è il dolore e il trauma del colonialismo, del razzismo, della fortezza occidentale, come mette bene in luce il capitolo Corpi migranti, corpi di dolore, corpi di verità scritto dall’attivista Gian Andrea Franchi. Alcuni volumi di BookBlock riescono quindi a (ri)costruire immaginari in cui dare parola ai soggetti normalmente esclusi dalle narrazioni. Altri invece, come Perché il femminismo serve anche agli uomini del filosofo Lorenzo Gasparrini, mirano a un’azione di decostruzione. Al centro di questo saggio c’è una prospettiva maschile – quindi tradizionalmente privilegiata – che riesce a restituire con semplicità e immediatezza temi che appartengono storicamente alle analisi femministe: la costruzione della mascolinità, la trasformazione del linguaggio, i ruoli di potere, il privilegio. Citando Kelley Temple, Gasparrini a un certo punto scrive: «Non serve che ci sia dato uno spazio nel femminismo. Ci serve che lo spazio che abbiamo già sia reso femminista», esplicitando in questo modo il proposito stesso del libro e invocando, ancora una volta, il posizionamento come gesto politico.

I saggi della collana di Eris Edizioni impongono uno sguardo non neutrale non solo sui corpi, ma anche sugli spazi e sugli oggetti, come avviene in Oltre il turismo. Esiste un turismo sostenibile? di Sarah Gainsforth e in Contro l’automobile. È più facile immaginare la fine del mondo che un mondo senza automobili? di Andrea Coccia. Nel saggio di Sarah Gainsforth, ricercatrice indipendente e giornalista freelance, emerge il tema del rapporto tra il turismo e la capitalizzazione degli spazi urbani e dei territori naturali: tra gentrification e presenza massiva delle piattaforme digitali come Airbnb e Booking, le città cambiano volto e assumono quello, escludente e depauperante, del capitalismo. Il volume di Coccia invece mette in discussione il paradigma della modernità per eccellenza, l’automobile: spingendo verso una prospettiva di analisi e di pratiche evidentemente radicali, il giornalista problematizza la presenza nelle nostre vite e nello spazio intorno a noi dell’oggetto-automobile, così rappresentativo del mondo capitalista da diventarne l’essenza stessa.

Anche al centro di una delle ultime uscite della collana c’è uno spazio che non è mai neutro: quello scolastico. Cambiamo la scuola. Per un’istruzione a forma di persona, di Chiara Foà e Matteo Saudino, entrambi docenti nelle scuole secondarie di secondo grado, descrive la scuola contemporanea come l’Hydra, il mostro a più teste della mitologia greca. È un volume di grande valore, soprattutto per la stringente contingenza storica in cui ci troviamo, che racconta in modo concreto e militante le problematiche del sistema scolastico italiano contemporaneo. Anche questo saggio, come altri della collana, mira a costruire un immaginario nuovo, un’idea di educazione e di istruzione diversa: la scuola umanista, che è prima di tutto uno spazio in cui la figura di chi insegna è politica e capace di creare un ambiente potenzialmente sovversivo. I volumi di BookBlock sono infine soprattutto mezzi di resistenza pratica: alla fine di ogni saggio ci sono consigli e spunti di approfondimento. Due pubblicazioni in particolare, più delle altre, sembrano essere nate proprio sotto il segno della praticità e della divulgazione: Cyberbluff. Storie, rischi e vantaggi della rete per navigare consapevolmente di Ginox e Sostanze psicoattive. Vademecum per un uso consapevole del Progetto Neutravel. Il primo ricostruisce una storia asistematica e politica della rete, e analizza alcuni dei mezzi informatici più utilizzati, come i social media, le app di messaggistica istantanea, la posta elettronica; il cyberspazio è ancora una volta un posto politicamente connotato e Ginox consiglia pratiche di resistenza attiva da mettere in atto al suo interno. Il saggio di Progetto Neutravel è un prontuario per l’utilizzo sicuro delle sostanze psicoattive, legali e illegali, ma anche uno strumento pratico contro lo stigma, contro i tabù e contro il proibizionismo.

Mettendo in circolo saperi transfemministi, antirazzisti, anticapitalisti, la collana di saggistica di Eris assume dunque una postura di conflitto che rivela la non neutralità di spazi, corpi e oggetti e l’urgenza delle contronarrazioni: i saggi di BookBlock si collocano nel reale rendendosi effettivi spazi di militanza.

Condividi.