Ricci, De Cataldo, Guerzoni – Cha-Ching! L’arte del risparmio

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Il nuovo volume di Franco Maria Ricci in collaborazione con Intesa Sanpaolo e il Museo del Risparmio di Torino

Salvadanai nel tempo

di Camilla Valletti

CHA-CHING!
L’arte del risparmio
testi di Franco Maria Ricci, Giancarlo De Cataldo, Guido Guerzoni;
Fotografie di Mauro Davoli
pp. 156, € 40,
Franco Maria Ricci, Parma 2019

Un catalogo curioso, ricco di immagini che ripercorrono la storia di un oggetto particolare, e del gusto espresso tra vita pubblica e privata, uno strumento per comprendere, divertendosi, la pratica più necessaria al sostentamento di una famiglia e poi di una società. Il volume si ripropone di indagare non solo la difficile arte del risparmio, ma anche la sua espressione materiale, il suo principio primo: il salvadanaio.

Il progetto nasce da un’idea di Intesa Sanpaolo per valorizzare il concetto del risparmio produttivo, ossia quel risparmio finalizzato a realizzare qualcosa, una specie di sogno in un oggetto, un atto di fiducia nel futuro, un investimento su di un desiderio. Un risparmio “nobile”, molto diverso dal semplice e autoconcluso piacere di accumulare. E parlando di risparmio non si poteva non valorizzare la splendida collezioni di salvadanai del Museo del Risparmio di Torino, che sono diventate le illustrazioni del libro. Questi oggetti, obsoleti ben prima dei conti correnti e del bancomat, offrono diversi spunti di riflessione e appigli narrativi. Una galleria strana e a tratti inquietante di mucche, rane, elefanti, bus, clown, mappamondi, busti di Kennedy, Churchill e Ghandi, persino il diavolo, sono i fantasiosi contenitori di piccoli patrimoni, parsimoniose speranze, progettualità lente proiettate in un futuro lontano. Franco Maria Ricci, l’editore, anticipa con uno scritto dal taglio molto personale, il valore della collezione facendo leva anche sul tasto della nostalgia, ricordandoci come il suono della monetina che toccava il fondo del salvadanaio, l’onomatopeico “Cha-Ching” del titolo, pascoliana ode al tempo dell’infanzia, sia una sensazione da non dimenticare.

Segue, incastonato nel cuore del volume, un racconto giallo che Giancarlo de Cataldo ha regalato alla collezione. Il maiale felice è la cronaca della stralunata indagine di cui è incaricato il vicequestore Cosimo Damiano Pappadano di Novere, poliziotto dal fiuto infallibile. Tutto si concentra sul furto di un maialino in oro conservato presso l’istituto bancario del piccolo centro. Maialino preziosissimo dal valore eccezionale di novemila euro, opera di un artista prussiano, era stato di proprietà del Kaiser. Finito chissà come a Novere, il maialino ora è nella mani di criminali di lungo corso che i giornali invece si affrettano a identificare con improbabili profughi. Ma l’infallibile Pappadano, ancora invaghito della anchor televisiva locale e alla ricerca di un ritorno di fiamma, ce la metta proprio tutta per brillare ancora una volta. E infatti intuisce che le cose non sono come sembrano. Il maialino rubato è il modello da cui prese spunto il gioielliere dei Fabergè di Prussia, privo di qualsiasi valore, era stato vinto ad un’ antica asta da  tale Geppaz, il maggiore investitore e notabile di Novere. Per motivi del tutto personali, il Geppaz aveva poi ordito un piano per impossessarsene seminando sangue e cattive compagnie. Un racconto vivace, concitato, in cui de Cataldo mette in gioco le sue carte migliori. Dialoghi serrati, ambientazione, miserie piccole e grandi, frustrazioni irrisolte e malignità da oscura provincia. Su tutto si alza tronfio il maialino posticcio, vero e proprio strumento di perdizione. Chiude il volume la chiosa storica, sociale e culturale di Guido Guerzoni sul risparmio italiano, un concetto che ha attraversato i secoli mutando come le strutture sociali ed economiche di cui è stato espressione. Le belle fotografie del volume sono di Mauro Davoli.

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