J贸zef Czapski – Proust a Grjazovec

Proust, antidoto contro l’annientamento della memoria nel Gulag

recensione di Roberto Valle

J贸zef Czapski
PROUST A GRJAZOVEC
pp. 125, 鈧 18
Adelphi, Milano 2015

Czapski, ProustNelle Memorie da una casa di morti Dostoevskij prende su di s茅 il fardello del castigo: l鈥檈sperienza dei lavori forzati 猫 stata, secondo Proust, un colpo favorevole del destino, perch茅 ha svelato a Dostoevskij i recessi pi霉 segreti della vita interiore. Proust afferma che all鈥檌ntera opera dostoesvkiana pu貌 essere apposto il titolo di delitto e castigo, perch茅 si caratterizza come un mondo a parte inesplorato e che, con la sua sembianza sconvolta, appare trasfigurato dalla allucinante potenza dell鈥檌mmaginazione. In Il tempo ritrovato, Proust considera la rivoluzione russa dal punto di vista della prospettiva rovesciata di Dostoevskij, come un caso imprevisto che, come il vento della steppa scatenato da Lenin,聽 scompiglia le illusioni e le credenze consolidate dell鈥橢uropa.聽 Elevando il tempo del “non ancora” a categoria soteriologica e a grandezza assoluta, la teodicea atea del potere sovietico ha creato l鈥檜niverso concentrazionario per annientare la memoria di un tempo che doveva essere irrimediabilmente perduto e fagocitato nel Gulag. Il potere sovietico ha inverato nella storia l鈥檌dea di Raskol鈥檔ikov in Delitto e castigo: 芦tutto si dimentica, tutto passa e quel che resta 猫 l鈥檜manit脿 鈥渞esa felice鈥 dai crimini finiti nel 鈥渘on essere鈥澛. Per non eclissarsi nel聽 regno dell鈥檕blio e del non essere, l鈥櫭﹍ite intellettuale imprigionata nel vortice ferale dell鈥檜niverso concentrazionario ha forgiato un orientamento culturale antitetico alla dogmatica ideologica, la gulagkul鈥檛 che ha mantenuto in vita la memoria, quale supremo atto di libert脿 nel tentativo di ritessere la trama della storia nell鈥檈poca dell鈥檃gonia della cultura.

Czapski e la memoria involontaria di Proust nel Gulag

Ricercando il tempo perduto nella terra desolata della Kolyma, 艩alamov, maestro della gulagkul鈥檛 e vittima innocente dell鈥檈purazione permanente dell鈥檈poca staliniana, ha trovato nella lettura di Proust l鈥檜nico antidoto contro l鈥檃nnientamento della memoria. Tra le autorit脿 del Gulag non si potevano trovare estimatori di Proust, ma solo tra gli internati che, per 艩alamov,聽 erano trasportati in un mondo perduto e il romanzo proustiano ampliava in modo straordinario gli orizzonti di una esistenza crudele consumata nello spazio asfittico della reclusione. Nel Gulag i libri aiutavano a risvegliare la memoria involontaria, come attesta J贸zef Czapski (1896-1993) artista e scrittore che nel 1939 fu fatto prigioniero dai sovietici insieme ad altri ufficiali polacchi聽 e deportato nella terra disumana dei campi di Strarobel鈥檚k e di Grjazovec, un convento sconsacrato che nel tempo perduto era luogo di pellegrinaggio. I prigionieri polacchi appartenevano all鈥櫭﹍ite intellettuale e, dopo reiterate richieste, a Grjazovec ottennero dalle autorit脿 del lager il permesso di organizzare delle conferenze, sottoponendone i testi alla censura preventiva. Esentato dai lavori pi霉 gravosi perch茅 dichiarato tisico, Czapski prepar貌 degli interventi sull鈥檃rte e sulla letteratura francese. Durante l鈥檌nverno 1940-1941, Czapski tenne una conferenza su Proust, una sorta di saggio rapsodico scaturito da una libera decisione della memoria volontaria, una raccolta di ricordi su un鈥檕pera che egli non aveva a disposizione e rievocata dal piacere di una lettura distante nel tempo. La 芦sublime bellezza禄 della Recherche riusciva a trasformare il freddo refettorio del convento sconsacrato nella camera surriscaldata e tappezzata di sughero di Proust;聽 l鈥檌nternamento coatto nel lager diventava una sorta di struggente reclusione volontaria nella separatezza della creazione letteraria, quale supremo atto di libert脿. Nel marasma della vita fluttuante ed esposta all鈥檃nnientamento, la memoria involontaria e intuitiva di Proust consentiva ai prigionieri di addentrarsi in una visione nuova che restituisse l鈥檌mpressione della continuit脿 dell鈥檈sistenza.

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La lettura rimembrata e trasfigurata di Proust

Sulla scia dell鈥檈ntusiasmo di una lettura rimembrata e trasfigurata in Erlebnis, Czapski ricostruisce l鈥檜niverso sovrumano di Proust, con i suoi d猫i mondani, stupidi e transeunti, contrapponendolo a quello disumano del lager. Diversamente dal didascalismo predicatorio e ideologico delle opere senili di Tolstoj (secondo Lenin specchio della rivoluzione russa), Proust 猫 animato dalla 芦volont脿 di conoscere e comprendere gli stati d鈥檃nimo pi霉 antitetici禄. Gli 芦esiti ideologici禄 della Recherche, per Czapski, sono paradossalmente pascaliani. La mistica antierotica dei Pensieri di Pascal 猫, in apparenza,聽 l鈥檃ntitesi della celebrazione proustiana dei piaceri dell鈥檈ros. Tuttavia sia Pascal, sia聽 Proust hanno creato una cesura con la vita mondana e si sono volontariamente reclusi in attesa della rivelazione suprema della morte. Mentre l鈥檃scesi di Pascal si caratterizza come radicale rifiuto del mondo e come ricerca dell鈥檃ssoluto divino, Proust ha ritrovato nell鈥檃scetismo ironico la gioia della creazione letteraria e si 猫 posto alla ricerca dell鈥 assoluto nella propria opera per sottrarla alle聽 vanit脿 che inceneriscono (la vanit脿 delle relazioni mondane, la vanit脿 dell鈥檕rgoglio aristocratico, la vanit脿 della giovinezza e della bellezza, la vacuit脿 della fama e degli amori). L鈥檕pera di Proust 猫 un鈥檈strema difesa della libert脿 e della solitudine dell鈥檃rtista nella sua ricerca dell鈥檃ssoluto introvabile: il miglior antidoto contro le sterili gioie mondane 猫 l鈥檃more radicato nella carne. Czapski considera, in tal senso,聽 emblematico il destino di Bergotte, personaggio della Recherche che trae ispirazione da Anatole France (ma anche da Bourget e da Barr猫s)聽 ed epitome del grande scrittore. Bergotte 猫 un recluso volontario che disdegna il conformismo dei piaceri mondani che aspirano ad una sorta di uguaglianza necrofila ed esalta il piacere dell鈥檈ros alato delle fanciulle in fiore, che giova al lavoro letterario e sottrae l鈥檃rtista dai pericoli di un鈥檈sistenza stagnante. Bergotte muore nell鈥檈stasi artistica durante la visita a una mostra di Vermeer: la rivelazione della morte consente a Bergotte-Proust di comprendere che la verit脿 dell鈥檃rte 猫 concepita in un mondo di armonia i cui riflessi giungono fino sulla terra e guidano il lavoro accanito dell鈥檃rtista alla ricerca della perfezione. Czapski contrappone questo sovramondo al sottomondo decadente dell鈥檌deologia annientatrice. Non diversamente da Dostoevskij, Proust聽 svela l鈥檌ntimo senso di un vivo legame con un altro mondo avulso dalle聽 fantasmagorie ideologiche. Come Bergotte, Proust non 猫 morto per sempre, perch茅, secondo Czapski, la morte non pu貌 completamente annientare e dissolvere il sogno creatore che rivive incessantemente nella rimembranza e che ritrova il tempo abolito dalla volont脿 sterminatrice della tanatocrazia totalitaria.

robvalle@tiscali.it

R Valle insegna storia dell’Europa orientale all’Universit脿 “La Sapienza鈥 di Roma