Nel segno della radice: impressioni dall’Elba Book Festival

di Gabriella Dal Lago

È complicato tentare la recensione di un festival, ma se ci si imbarca nel tentativo di leggere l’Elba Book Festival come un testo allora non possono non saltare agli occhi delle costanti, formali e ideologiche, che lo contraddistinguono.
Prima di tutto, la scelta del focus: occuparsi di media e piccola editoria coinvolgendo gli editori in prima persona, che con i loro stand abitano la piccola Piazza del Popolo.
Poi, la scelta del luogo. Rio nell’Elba è una piccola frazione del più grande comune di Rio arroccata sulle colline del versante orientale dell’Isola d’Elba: un luogo discosto dal turismo che orbita intorno ai centri più grandi dell’isola, con una pianta urbana medievale che dall’alto veglia sulle antiche miniere della costa. Non è un luogo facilmente accessibile: è possibile arrivarci solo in auto o con le corriere locali, a meno che non si voglia tentare l’avventura dell’ascesa incamminandosi per i tornanti che collegano la piccola frazione al porto di Rio Marina, sua gemella sul mare. Questo territorio dalle caratteristiche così identitarie (il suo essere appartato, in qualche modo prezioso) è la casa dell’Elba Book Festival, giunto alla sua quarta edizione. Per il 2018, l’immagine scelta per il festival è quella della radice: la volontà alla base del festival, quella di affondare nel territorio, di prendersi cura di luoghi antichi.

Elba Book Festival

L’Elba Book Festival, in notturna

Non è solo un vezzo, una posa: l’attenzione al territorio è davvero il motore di questa manifestazione, che ha consapevolmente scelto di rifuggire tutte le mete turistiche che pure si presentavano sull’isola per creare un luogo d’incontro a bassa densità di popolazione ma ad altissima qualità. Al passeggio distratto dei turisti occasionali, l’Elba Book ha scelto l’attenzione e la cura dedicate al programma di incontri da parte di chi ha deciso di avventurarsi per le colline elbane, ma anche da parte di chi abita quelle colline. In Piazza del Popolo avviene un contatto importante, che è quello tra i lettori forti (i classici frequentatori dei festival letterari) e tra le persone che quotidianamente vivono Piazza Matteotti, la Terrazza del Barcocaio, e in aggiunta tra gli studenti elbani impegnati nel progetto di alternanza scuola lavoro, i volontari del festival, i detenuti del carcere di Porto Azzurro.

Radici e rigenerazioni

Il calendario delle quattro giornate è vario: si inizia sempre intorno alle 18, con l’apertura del bookshop e l’avvicendarsi di tavole rotonde e letture sulla Terrazza del Barcocaio, affacciata sulla valle e sul mare. A Rio nell’Elba quest’anno si sono incontrati traduttori e sinologi, in occasione del Premio Claris Appiani (conferito al lavoro di Marco Fumian per la traduzione di Yan Lianke, Il podestà Liu e altri racconti, edito da Atmosphere); giornalisti e politici per discutere della crescente Galassia Nera costituita da gruppi politici di estrema destra; educatori, editori, professionisti del settore, scrittori per fare il punto della situazione, per tessere una rete e creare connessioni, per cercare di tracciare nel cielo “le traiettorie delle mongolfiere”, come cantava Gianmaria Testa, grande protagonista di questa edizione.

Insieme alla parola radici, risuona nelle vie di Rio nell’Elba un altro termine, “rigenerazione”: forse è questo che più rimane dell’edizione del 2018 dell’Elba Book, un invito alla rigenerazione del nostro impegno politico, che avvenga all’interno di manifestazioni culturali come questa, capace di dialogare con il territorio non solo come paesaggio, sfondo al lavoro svolto, ma con la volontà di intessere il lavoro culturale con la vita quotidiana di un borgo isolano, di creare delle reti forti tra professionisti della cultura e persone, di trasformare (come auspicato a più voci al termine di una tavola rotonda sui festival e le fiere letterarie italiane) le manifestazioni culturali da kermesse e rassegne in tavoli di lavoro in cui trovare risposte, costruire alternative politiche possibili.

gabriella.dallago@gmail.com

G Dal Lago è studiosa di letteratura italiana contemporanea