Roberta Mori e Domenico Scarpa – Album Primo Levi | Speciale Primo Levi

Cucire con le parole e pensare con le mani


recensione di Francesco Cassata

Roberta Mori e Domenico Scarpa (a cura di)
ALBUM PRIMO LEVI
pp. 342, € 60
Einaudi, Torino 2017

Roberta Mori e Domenico Scarpa (a cura di) - Album Primo LeviCurato da Roberta Mori e Domenico Scarpa e figlio della mostra itinerante organizzata nel 2015 dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi di Torino, l’Album Primo Levi è in realtà un ibrido. Di quelli – verrebbe da dire – che sarebbero piaciuti molto allo stesso Levi. Si tratta infatti, innanzitutto, di un originale strumento di divulgazione scientifica, che attinge alle acquisizioni più recenti della storiografia e della critica letteraria su Levi per presentare, con uno stile accessibile e sintetico, un materiale iconografico assai prezioso (oltre 400 immagini in larga parte inedite), arricchito da costanti – e anch’essi mai banali – riferimenti a documenti di archivio, corrispondenze, scritti rari.
A partire da un confronto serrato con le fonti, l’Album prende le mosse dalle immagini stesse – soprattutto fotografie, ma non solo, anche disegni, caricature, copertine, graphic novel – per tracciare percorsi tematici trasversali nella biografia e nell’opera di Primo Levi. Ne emerge una figura viva, complessa, sfumata, ben lontana da quella visione monolitica e banalizzante, tutta schiacciata sul ruolo del Levi-testimone, che continua a circolare nel dibattito pubblico. Il denso capitolo centrale intitolato Auschwitz e dedicato all’esperienza e alla memoria della deportazione, appare qui non a caso incastonato tra due sezioni – rispettivamente Cucire molecole e Cucire parole – che contribuiscono ad ampliare notevolmente la prospettiva di analisi: da un lato, la centralità – etica ed estetica – della chimica per Levi, indagata lungo un arco temporale lungo, dagli anni dell’università a Torino, attraverso il Lager, fino alla lunga esperienza di direttore tecnico della SIVA, una fabbrica di vernici, negli anni cinquanta e sessanta; dall’altro, il ruolo – nazionale e internazionale – di scrittore: il gusto per la sperimentazione linguistica, l’interesse precoce per la fantascienza, l’esperienza degli allestimenti teatrali di alcune sue opere, l’impegno come traduttore di Franz Kafka.

In qualche modo simmetrici appaiono anche gli altri due capitoli, dedicati rispettivamente alla vita di montagna e alla cultura del lavoro. La montagna è infatti il luogo del contatto fisico con gli elementi naturali, del confronto etico con la materia, delle amicizie più intense, dell’evasione dalla realtà ma anche, successivamente, dell’impegno politico: sarà qui, in Valle d’Aosta, nei pressi di Amay, che, nel dicembre 1943, Levi sarà arrestato dai fascisti. E il rapporto tra dimensione materiale e riflessione etico-epistemologica si trova anche al centro della cultura del lavoro espressa da Levi. Nella sua eterogeneità, la sezione Pensare con le mani è tra le più significative dell’approccio metodologico adottato dall’Album ed è probabilmente anche la più suscettibile di ulteriori sviluppi sul piano della ricerca. In queste pagine, la narrazione muove dalle sculture zoomorfe in filo di rame – autentica passione di Levi – e dai disegni sul primo pc utilizzato dallo scrittore negli anni ottanta, per giungere ai quaderni di laboratorio sulle cotture delle vernici, e agli scritti specificamente dedicati da Levi al tema del lavoro.

Un lavoro non inteso come sfruttamento e alienazione, secondo i toni dominanti nella cosiddetta “letteratura industriale” degli anni settanta, ma come fattore identitario e continua sfida conradiana con la natura. Come le avventure del montatore di gru Tino Faussone di La chiave a stella, uscito per Einaudi nel 1978, o come l’epopea dei marinai-ingegneri della piattaforma petrolifera Castoro sei della Saipem, raccontata da Levi nel 1980, evocando Melville e Verne.
Last but not least, l’Album Primo Levi presenta al suo interno le tavole dell’artista Yosuke Taki, ispirate al racconto Carbonio, e, in appendice, due sezioni piuttosto utili dal punto di vista didattico: una topografia dei luoghi essenziali nella vita di Primo Levi, a Torino e nel Piemonte-Valle d’Aosta, e una cronistoria per immagini, che ha inizio nel 1919, data di nascita di Levi, e si chiude nel 2011, con l’assegnazione del nome Primolevi al pianetino 4545 (in orbita tra Giove e Marte) da parte dell’International Astronomical Union.

francesco.cassata@unige.it

F Cassata insegna storia contemporanea all’Università di Genova

Speciale Primo Levi

Una voce, un’epica. Come nacque Il sistema periodico, di Martina Mengoni

I due mestieri di Levi, di Gian Luigi Beccaria

Anna Dolfi (a cura di) Gli intellettuali/scrittori ebrei e il dovere della testimonianza, di Mariolina Bertini

Ian Thomson Primo Levi. Una vita, di Mario Porro

Roberta Mori e Domenico Scarpa (a cura di) Album Primo Levi, di Francesco Cassata


I libri

  • Da Primo Levi alla generazione dei “salvati”. Incursioni critiche nella letteratura italiana della Shoah dal dopoguerra ai giorni nostri, Atti del Convegno Internazionale, Zurigo 10-11 maggio 2016, a cura di Sibilla Destefani, La Giuntina, Firenze 2017
  • Matteo Mastragostino e Alessandro Ranghiasci, Primo Levi (graphic novel), Becco Giallo, Padova 2017
  • Martina Mengoni, Primo Levi e i tedeschi, Einaudi, Torino 2017
  • Federico Pianzola, Le “trappole morali” di Primo Levi. Miti e fiction, Ledizioni, Milano 2017
  • Mario Porro, Primo Levi. Profili di storia letteraria, il Mulino, Bologna 2017
  • Riga n. 38, Primo Levi, a cura di Mario Barenghi, Marco Belpoliti e Anna Stefi, Marcos y Marcos, Milano 2017
  • Giusi Baldissone, L’opera al carbonio. Il sistema dei nomi nella scrittura di Primo Levi, FrancoAngeli, Milano 2016