Interviste agli editori | Miraggi

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Quella a Miraggi è la prima di una serie di interviste dell’Indice agli editori indipendenti del panorama italiano. Per conoscere le finalità e gli intenti del lavoro, clicca qui.

Fabio Mendolicchio è con Alessandro De Vito e Davide Reina al timone della Miraggi editore, che veleggia da quasi dieci anni nel panorama prima torinese e poi nazionale. Casa editrice aperta a tutte le letterature, in prosa e in versi, Miraggi propone un catalogo ricco di sorprese.

 Quando nasce Miraggi? Da chi è composta la guida ‘collettiva’ della casa editrice?

Miraggi nasce nel Capodanno del 2009 da un’idea mia e di Alessandro De Vito ma vedrà la luce un anno e mezzo dopo, al Salone del libro di Torino 2010 con l’apporto del terzo socio Davide Reina. Sostanzialmente siamo noi tre ma nulla sarebbe stato senza la passione e l’aiuto di un’infinità di collaboratori e senza dimenticare gli autori che hanno creduto nel loro sogno e in quello di noi tre allegri ragazzi folli che abbiamo dato vita al progetto.

Quanti voi oggi hanno anche altri lavori e quali?

Sono nove anni che investiamo in questa follia che piano piano ha preso forma e sostanza, sono nove anni che campiamo facendo salti mortali che hanno condizionato anche la vita personale di ognuno di noi. Facciamo altri lavori perché per campare di editoria ci vuole tempo e una certa resistenza. Io per esempio continuo a cucinare per vivere ma a dirla tutta mi ritengo fortunato perché nella vita ho sempre inseguito i miei sogni e svolto lavori che amo profondamente: prima ancora dell’editoria e della cucina, c’è stata la musica che ho lasciato nel 2011 dopo vent’anni trascorsi a suonare in lungo e in largo. Ho studiato molto e ancora oggi continuo a studiare e credo che non smetterò mai… pur di fare ciò che mi piace fare!

C’è stato qualche momento in cui avete dovuto scegliere se portare avanti le attività della casa editrice o rinunciare?

Certo, momenti difficili ce ne sono stati e ci sono, capitano spesso e volentieri, dettati dal fatto che recuperare i crediti in Italia è un’impresa e chi non paga i debiti la fa sempre franca e poi lo vedi impunito ritornare di nuovo a fare lo stesso lavoro. Questo è un tema dolente. Occorre tempo per fare le cose bene, per fare grandi scoperte e trovare piccole perle letterarie: alla fine son quelle che fanno la differenza.

Il vostro lavoro nasce e si sviluppa a Torino. Ciò cosa comporta, in più o in meno, rispetto a un editore che ha sede in altre parti d’Italia?

Questo non lo so, non lo sappiamo. Certo, Torino è una città difficile, l’Italia è un paese provinciale, si lotta in generale con la scarsa propensione alla lettura e gli articoli che escono ogni anno denunciano questo stato di cose. Occorre dire però che Torino è anche una meravigliosa città laboratorio dove fare e sperimentare.

 Fin dall’inizio Miraggi diversifica molto il suo catalogo. Da un certo punto in poi, avete visto premiate scelte apparentemente distanti tra loro, per esempio quando nel giro di pochi mesi un romanzo di Alessandro Cinquegrani è arrivato molto avanti nelle selezioni dello Strega, i numeri della collana/rivista “Atti impuri” andavano esauriti uno dopo l’altro e l’enorme successo del poeta Guido Catalano vi dava il coraggio di lanciare un genere tutt’altro che semplice da portare in libreria come la poesia performativa

Ci sarebbe da scrivere un libro intero su questi argomenti. Certo, i premi aiutano, aiuta il successo di Guido Catalano che poi abbiamo ceduto a Rizzoli, di libri notevoli e riconosciuti come tali quali Il Bruciacadaveri di Ladislav Fuks… ma come dicevo prima quello che conta è lavorare bene, proporre libri che lasciano il segno in chi li legge, è tutto! Siamo sempre andati controcorrente, tutti consigliavano di specializzarsi e noi invece abbiamo sperimentato. Guido Catalano venne da noi perché rimase colpito dal nostro modo di fare libri, la qualità, la sperimentazione, l’incoscienza che è propria del coraggio…

 In quali collane si dividono attualmente i titoli di Miraggi? Quante uscite fate l’anno?

Al momento usciamo con circa trentacinque titoli l’anno, numero che assottiglieremo in futuro, ma che è essenziale per poter stare sul mercato. Piano piano stiamo alzando la qualità editoriale che trova collocazione in due macro-collane: Miraggi Garamond è la linea più pop, dedicata sia agli esordienti che agli autori già affermati, contenitore di innovazioni e testi sperimentali. Miraggi Baskerville, invece, è la collana principe, a sua volta divisa in quattro filoni: Tamizdat, che rinvia al samizdat con cui si indicavano le opere straniere fatte circolare clandestinamente nel blocco comunista e in Urss e in cui Miraggi pubblica traduzioni di autori che verosimilmente non arriverebbero al lettore italiano per contenuto scomodo, idee, tempismo. Scafiblù, dal nome con cui a Napoli venivano chiamate le imbarcazioni utilizzate per il contrabbando delle sigarette e che s’ispira alla clandestinità di Tamizdat, ma è dedicato agli autori prettamente italiani che portano messaggi disobbedienti sia nello stile che nei contenuti. NováVlna, la collana di letteratura ceca che prende il nome dalla “Nouvelle Vague” di libertà e creatività artistica negli anni della Primavera di Praga, entro cui trovano spazio sia nuovi autori mai giunti in Italia che alcuni grandi testi dimenticati. Janus|Giano, l’ultimo filone, aggiunto da poco, dedicato alle traduzioni con testo a fronte.

 Come lavorate sulle traduzioni, per selezionare gli autori e sostenerne i costi?

A differenza dell’Italia molti Paesi europei sostengono la propria produzione letteraria contribuendo alla divulgazione e traduzione in altri paesi. In Italia il Ministero della Cultura non promuove la qualità editoriale italiana all’estero. Ciò che pubblichiamo ormai arriva attraverso canali editoriali ufficiali come le agenzie ma spesso e volentieri anche attraverso una rete di rapporti con autori e professionisti nel settore. Tutto però finisce in lettura e una delle novità 2019 di cui siamo fieri e orgogliosi è l’apporto di Luca Ragagnin all’interno del lavoro di redazione. Con lui da settembre conduco anche una trasmissione intitolata Miraggi. Il Suono Delle Storie su Electo Radio, nuova e promettente radio web torinese, con l’intento di raccontare storie e di diffondere l’amore per la lettura e le novità che man mano usciranno da casa Miraggi!

 Tra le nuove uscite di autori italiani si segnalano in particolare Zito e Curti….Prossime pubblicazioni di autori stranieri?

Sì, considero assolutamente due capolavori Quando i padri camminavano nel vuoto di Piergianni Curti, un grande romanzo d’amore e di vita, scorrevole, riconciliante con la propria di vita, scritto magistralmente e già segnalato dal Premio Calvino nel 2016, e la nuova opera di Daniele Zito, Uno di noi, forte e potente prova di maturità di un autore che aveva già dato assaggio di cosa è capace. Questo romanzo, in questo momento politico, è ciò che doveva essere. Quanto agli stranieri, arriveranno Il gigante folle di Vladimiro Zabughin con contributi di Alessandro Biagini, Andrea Carteny, Gian Paolo Castelli; La pianura degli scherzi del maestro dello sperimentalismo argentino Osvaldo Lamborghini e Bolaño selvaggio, volume di contributi su Bolaño a cura di Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau tradotto da Marino Magliani e Giovanni Agnoloni. Direi che ce n’è già per far luccicare gli occhi, cosa dite?

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